Il gioco si fa duro! Il ministro Paolo Savona scrive a Bruxelles.

Il Ministro degli Affari Europei comunica di aver inoltrato a Bruxelles un documento. Paolo Savona torna a far parlare di se con questa iniziativa. E’ un documento molto importante intitolato:” Una politeia per un’Europa diversa, più forte e più equa”.

Il riferimento a una politeia invece della consueta governance è dovuta al fatto che la prima esprime una politica per il raggiungimento del bene comune, mentre la seconda, mutuata dalle discipline di management, indica le regole di gestione delle risorse. Politeia è quindi qualcosa di più di governance.Il documento analizza tre argomenti:  1. L’ architettura istituzionale della politica monetaria; 2. L’ architettura istituzionale della politica fiscale la conformazione da questa assunta;  3. Le regole della competizione anche in realzione agli aiuti di Stato.

Il Governo italiano assumerà tutte le iniziative utili per dare vita a un Gruppo di lavoro ad alto livello, composto dai rappresentanti degli Stati membri, del Parlamento e della Commissione, che esamini la rispondenza dell’ architettura istituzionale europea vigente e della politica economica con gli obiettivi di crescita nella stabilità e di piena occupazione esplicitamente previsti nei Trattati. Il Gruppo di lavoro ha lo scopo di sottoporre al Consiglio europeo, prima delle prossime elezioni, suggerimenti utili a perseguire il bene comune, la politeia che manca al futuro dell’ Unione e alla coesione tra gli Stati membri.

“L’Europa unita trova il suo fondamento nel principio affermatosi nella convivenza civile tra i popoli che se si muovono le merci non si muovono le armi. L’esperienza dell’abbattimento delle barriere doganalivissuta dal Trattato di Roma in poi è stata altamente positiva per la pace e il benessere delle popolazioni europee.”

“Il Governo italiano riconosce che il mercato comune, di cui l’euro è parte indispensabile, è componente essenziale del suo modello di sviluppo, ma ritiene che l’assetto istituzionale dell’Unione Europea e le politiche seguite non corrispondano pienamente agli scopi concordati nei Trattati. La crisi finanziaria globale esplosa nel 2008 ha mostrato i limiti delle istituzioni create soprattutto dal 1992 in poi e le conseguenze insoddisfacenti delle politiche seguite. Anche l’accelerazione dei flussi immigratori illeciti ha mostrato analoghi limiti istituzionali nelle scelte ha creato uno stato di tensione intraeuropeo pericoloso per il futuro dell’Unione.”  TUTTI I DETTAGLI  QUI 

 

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