Il “gruppo” dei Benetton promette battaglia al Governo

Anzichè ammettere  le proprie responsabilità nel crollo del ponte Morandi, il gruppo Benetton si prepara addirittura al contrattacco contro il governo. «Sarà scontro frontale, senza sconti», promettono, secondo quanto riporta La Stampa, ai piani alti di Atlantia, la holding della famiglia di imprenditori veneti che controlla anche Autostrade per l’ Italia.

Altro che «fare dieci passi di lato», dunque: la società non sembra disposta a cedere nemmeno di un millimetro dal suo contratto di concessione della rete viaria, che ritiene blindato. Ed è pronta a contrastare a spada tratta in tribunale, con la folta schiera di blasonati avvocati, qualsiasi decisione dell’ esecutivo.

Il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, lo ha detto e ripetuto in tutti i modi : «Non lo faremo costruire da Autostrade, sarà costruito dallo Stato. Autostrade metterà i soldi». L’ azienda più nominata fin’ora  è Fincantieri, al fianco della quale «probabilmente ci sarà anche Italferr che è una società eccellente nell’ emisfero delle Ferrovie dello Stato e che da decenni fa attività di costruzione ponti.

Lo ribadisce il ministero delle Infrastrutture: Autostrade non metterà neanche una mattonella nella ricostruzione del ponte ma dovrà fare quello che è obbligata a fare e cioè pagare il ponte che è una parte infinitesima dei danni subiti da Genova e dall’ Italia». Mettere i soldi senza poter introitare alcun margine: un’ operazione che, naturalmente, non va a genio ad Atlantia.Alessandro Di Battista dal Guatemala dice : «Se riuscissimo a portare a termine la nazionalizzazione di Autostrade, e leggo sempre dichiarazioni confortanti, sarebbe il più grande regalo al popolo italiano».

Atlantia  lo ritiene un gesto lesivo dei diritti e dei doveri scritti nel contratto, che secondo i suoi avvocati prevedrebbe un intervento diretto del concessionario nelle attività di ricostruzione: dunque è pronta a presentare immediato ricorso in sede giudiziaria.  FONTE 

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