Il Ministro Toninelli fa i nomi in diretta di chi “lo ha ricattato”

Lo ha detto ieri il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli a In Onda (La7) in merito alle “minacce” interne ed esterne denunciate dal ministro nel suo intervento in Parlamento di martedì. Toninelli ha anche detto che “alcuni dirigenti del ministero, che come voi fanno famiglia, temevano di finire in mezzo a una strada”.

“Il ministro ha poi detto di aver chiesto il parere dell’Anac sulla pubblicazione, il quale ha risposto positivamente. “Capisco il nervosismo della vecchia politica – ha spiegato in merito alle reazioni dell’opposizione che ha chiesto di fare i nomi – la quale ha permesso la creazione di questa mangiatoria che ha dato ai privati miliardi”.

DA AISCAT (l’Associazione delle Società Concessionarie Autostradali) “arrivò una diffida” che una pubblicazione degli atti delle concessioni poteva configurare “il reato di aggiotaggio”.

Toninelli ha quindi aggiunto come “ci sono persone del gruppo Repubblica-L’Espresso nel cda di Atlantia” (Monica Mondardini, attuale ad di Cir, ndr). “Purtroppo alcune linee editoriali lasciano qualche dubbio” ha aggiunto. Già in precedenza il ministro aveva attaccato Autostrade dopo la decisione di pubblicare la concessione, peraltro senza tutti i documenti. “Lo ha fatto dopo 20 anni e dopo i 43 morti di Genova ma in precedenza la stessa Società ci aveva formalmente diffidato dalla pubblicazione minacciando azioni legali”.

Fino alla scorsa settimana, quando il Mit le ha pubblicate tutte,, le concessioni erano rimaste segrete proprio su richiesta dei concessionari con la scusa che la trasparenza avrebbe potuto creare danni commerciali. Una linea che il ministero ha accettato per anni. Toninelli ha poi annunciato una revisione del sistema delle concessioni. “Nel decreto per Genova metteremo una norma che è allucinante non sia mai stata fatta: l’obbligo del collaudo – ha spiegato – il concessionario dovrà obbligatoriamente verificare se un ponte o un’opera è stabile: se non lo è, lo chiudo”. FONTE 

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