“Licenziato giustamente” Andrea Romano del Pd

“Licenziato giustamente” .Nella vita c’è chi nasce direttore e chi nasce scienziato. Andrea Romano, modestamente, li nacque entrambi e ormai da una dozzina d’anni svolge il suo magistero in televisione a tutte le ore del giorno e della notte, in qualità di grande esperto di politica. Una volta, però, tra il 2016 e il 2017 ,gli toccò lavorare brevemente sotto padrone, e che padrone: L’Unità di Guido Stefanelli e del gruppo Pessina.

Lo fecero condirettore da zero e poi lo fecero fuori, poco democraticamente, in soli otto mesi. Lui, dalemiano, poi blairiano, poi montiano, poi montezemoliano, poi renziano. Allora ha fatto causa per diffamazione contro Stefanelli, che aveva motivato pubblicamente l’allontanamento con il suo assenteismo, ma nei giorni scorsi l’ha persa malamente e ora dovrà anche pagare le spese legali alla controparte.

Tranquilli, il nostro barbuto tuttologo tv ce la farà, perché nel frattempo è tornato a Montecitorio con le insegne del Pd, nel collegio blindato della sua Livorno, e con un solo stipendio mensile di Palazzo Madama si pagherà la causa persa. Peccato, però, perché sperava di levare 40.000 euro al muscolare Stefanelli.

«Quello che era il condirettore dell’Unità lamenta di essere stato estromesso e cancellato dalla gerenza del giornale senza alcun preavviso. Ci dispiace che Romano ci sia rimasto male ma si è trattato solo di una presa d’atto della situazione. Infatti, il deputato del Pd ha deciso, in maniera unilaterale e senza alcun tipo di comunicazione all’azienda editrice e soprattutto ai colleghi giornalisti, di non presentarsi più in redazione dallo scorso 5 dicembre».

«Un abbandono bello e buono da parte di Romano che, senza timore alcuno, arriva addirittura a immaginare una ritorsione da parte mia nei suoi confronti (…). Per questo ascoltare e immaginare Andrea Romano a difesa dei lavoratori del giornale fa letteralmente ridere. Forse è più credibile e veritiero vederlo a difesa dell’ultimo modello di iPhone e tablet richiesto con insistenza all’azienda».Nella pronuncia dello scorso 21 novembre, si legge che Stefanelli chiedeva il rigetto della domanda «in quanto le affermazioni costituivano legittima espressione del diritto di critica, fondata su fatti veri, ed eccepiva la mancata prova ed allegazione del danno patito». «La domanda, quindi, deve essere in ogni caso da rigettare sotto il profilo della mancata prova della sussistenza del danno, del quale non sono nemmeno stati allegati i fatti da cui desumerne l‘esistenza e la gravità». fonte: di FRANCESCO BONAZZI – La Verità 06.12.2018

Di Maio rassicura tutti. Niente panico !

Luigi Di Maio:”Per favore condividete al massimo questo articolo! Stamattina ho trovato questo..”