David Parenzo “rovinato” dal giornalista Scanzi !

Non è vero, come molti pensano, che i giornalisti italiani siano troppo spesso pavidi e servili. Non è vero. Anzi, quando ci sono cene piene di politici di destra e sinistra (purché non 5 Stelle: gli unici, come noto, ad aver la lebbra), i giornalisti italiani non accettano mai l’invito. Mai. O se lo accettano stanno in disparte, per amore della notizia e della sobrietà. Stare culo e camicia con chi – in via teorica – dovresti controllare e criticare, sarebbe deontologicamente riprovevole. Ce lo insegna qui, durante la cena dei “Cambianiente” tra una Boschi e un Salvini inframezzati da qualche giglio in fior (tipo Cerasa), il solitamente libero e coraggioso Parenzo, sempre indipendente e per nulla prono al potere. Lui, libero e bello, paladino indomito con la sua fiera schiena dritta. Ora e sempre refrattario a moine e civetterie, astuta zanzara garrula nonché stentoreo cane da guardia della democrazia. Daje David!(Sai che ti stimo, David. Proprio per questo scene simili mi mettono un po’ tristezza, perché temo siano proprio ciò che contribuisce a sputtanare ulteriormente la categoria dei giornalisti. Ma magari sbaglio io)

Caro David, ti ringrazio della risposta e ancor di più di aver postato la mia foto scattata da Oliviero Toscani per il libro dedicato al sigaro toscano: era due anni e otto chili in più fa, ma la trovo comunque così bella che mi sono sempre vergognato sin qui di postarla, temendo con ciò di mandare in crash Facebook per overdose di meraviglia estetica. Tutto sommato ti ringrazio anche per aver postato la foto con Di Battista, anche se non so bene cosa volevi dimostrare: era la Festa del Fatto e stavo per intervistarlo. Troverai foto analoghe, sempre alla Versiliana e sempre per la festa del Fatto, con Bersani, Bindi, Bonafè e financo con Galan. E’ uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo. E’ vero però che, a cena con Di Battista, qualche volta sono andato. L’ho sempre detto: siamo amici. Ci siamo conosciuti nel 2013 ed era l’unico parlamentare con cui potevo prendere una sbornia o fare il cazzone con qualche ragazza. Poi purtroppo ha messo la testa a posto (lui). Quindi, sì: qualche cena con lui l’ho fatta. E ho fatto pure qualche cena privata con qualche donna parlamentare. E con qualcuna ho fatto anche molto di più. Sono pieno di difetti, e me ne vanto.Devo però dire che, nel contenuto, la tua replica non mi ha convinto granché.

Parafrasando il tuo sodale che suole lavarsi i capelli con la sugna afghana di contrabbando, “non siamo al top”. Il punto non è avere tre o quattro amici in Parlamento, peraltro nel mio caso di qualsiasi schieramento politico: quello credo sia umano e quasi fisiologico, anche se bisogna stare sempre molto attenti perché poi quando si diventa amici appare più complicato criticarli (lo sai bene). Il punto è stare culo e camicia coi potenti e vantarsene pure. Partecipare alle feste, ai party, ai consessi mondani. Tutte cose che io rifuggo come la lebbra e il tifo (cit) e che invece tu ami come Salvini ama il ragù Star. Se c’è un evento politico-mondano in stile Grande Bellezza (o piuttosto Monnezza), tu non manchi quasi mai. Ciò ti aiuta senz’altro nel mantenere contatti e dunque avere ospiti, ma temo ti disinneschi fatalmente nel contenuto. Non puoi criticare il magna magna (cit) se ne sei parte integrante. E la “Cena dei Cambianiente”, in cui ti muovevi assai a tuo agio, ne è per me prova ulteriore.

Fare in radio la zanzarina-spalla “guerreggiante” e poi attovagliarsi con la Boschi mi pare appena incongruo. Peraltro, fossi in te, non mi vanterei di averlo fatto gratis: se mi chiedessero di abbracciare Bonifazi, come minimo chiederei 100mila euro. E solo se fossi in vena di sconti.Come spesso capita quando ci si sente in difficoltà, a critica diretta hai risposto sparando la palla in tribuna. Ovvero Casaleggio, la Spectre e credo anche Stocazzo. Non so se ce l’avevi con me, ma se è così ti rispondo con piacere. Non ho mai partecipato ad alcun evento della Casaleggio Associati, salvo quello pubblico nove mesi fa del Sum18. Feci un monologo (gratis, porca troia). Prima e dopo di me, sul palco, c’erano tra i tanti Nuzzi, Mentana, Di Matteo e Vergassola. Se sono pagato da Casaleggio io, lo è anche Mentana. E la cosa, capisci bene, fa ridere. Gianroberto Casaleggio non mi ha mai amato granché e una volta scrisse sul “sacro” blog queste parole: “Scanzi scrive il falso”. Mi arrivarono insulti grillini per giorni. L’ho visto una sola volta, otto anni fa, nel suo studio, quando non ero ancora aduso ad andare in tivù. Aveva letto un mio pezzo e mi invitò per chiedermi di scrivere un libro per la Casaleggio Associati. Grillo (che ho visto 5 o 6 volte in vita mia e che non sento da cinque anni) avrebbe fatto la prefazione. Dissi di no, perché mi sembrava una cosa deontologicamente sbagliatissima. Informai Travaglio e Padellaro (scrivevo da poco per il Fatto) e furono con me concordi.

Ricevo miliardi di inviti a moderare dibattiti politici, ma preferisco dire di no (Fatto a parte). L’unico evento elettorale che ho moderato è stato a Venezia per la candidatura a sindaco di Felice Casson, non certo un grillino, e gli ho portato pure sfiga. Un anno fa Claudio Fava – un altro non grillino – mi chiese di moderare l’incontro che sanciva la sua candidatura, ma dissi di no (pur stimando Fava) perché lo trovavo sbagliato. Ho le mie idee, non sono perfetto e di cazzate ne faccio tante, ma su questa idea di non attovagliarsi coi politici siamo molto diversi. E vederti sghignazzare con quel Salvini che in tivù fingi di attaccare frontalmente, o con quella Boschi che hai votato e tutto sommato rivoteresti, credo non faccia bene né a te né alla categoria del giornalismo. Ma – ti ripeto – probabilmente sbaglio io. E dunque fregatene.Accetto il tuo invito a fumarci insieme un sigaro toscano, ma niente politici tra le palle: se ci fossero, mi andrebbe di traverso tanto il fumo quanto il torbato. Buon lavoro.(P.s. Alla “cena del sigaro” di Milano, come la chiami tu riferendoti alla serata-evento di presentazione del libro di Oliviero Toscani con dentro anche la mia foto, piena di Montezemoli e affini, io non partecipai. Per scelta. Son fatto così)

Clamorosa sorpresa !

“Sono pericolosissimi”