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    Il Pd aggredisce e insulta il M5S

    “È l’ennesima cialtronata del Movimento 5 stelle. Non è vero che la Francia sfrutta i Paesi africani, si tratta semplicemente di un sistema di cambi fissi. E grazie a questo i Paesi in via di sviluppo ne traggono vantaggio”.Addirittura ne traggono vantaggio,per questo arrivano tutti i migranti ,rischiano anche la vita,per arrivare in Europa e andare a ringraziare Macron personalmente ! Cose assurde si devono leggere !

    A dirlo, entrando nella querelle sulla “moneta coloniale” che arrecherebbe danno ad alcuni Stati africani, è il deputato del Pd, Luigi Marattin, in un video pubblicato sui social. Ieri sia il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, sia l’esponente del M5s, Alessandro Di Battista, avevano indicato la Francia come principale causa d’impoverimento dell’Africa.  FONTE

    Luigi Marattin esponente e portavoce del Pd si schiera pubblicamente ancora una volta con gli oppressori e non con gli oppressi. Accusano il M5S di dire castronaggini, di inventare balle. Quando il M5S ha il CORAGGIO di denunciare. Loro ancora una volta abbracciano Macron.

    Quanto sono coerenti i buonisti della finta sinistra italiana? Vogliono accagliere tutti i migranti che secondo loro scappano dalle guerre, sensa porsi il problema di creare false speranze aumentando così i morti in mare, facevano arrivare ,li lasciavano ammucchiati per mesi per poi aprire le porte e lasciarli allo sbando,senza preoccuparsi dello sfruttamento e degli aguzzini che non aspettavano altro. Ma loro sono i buoni,coloro che accolgono tutti. Quanta ipocrisia !

    Ultimamente il Pd sta collezionando una figuraccia dietro l’altra. Dopo l’annuncio di voler indire un referendum abrogativo contro il Reddito di Cittadinanza, quindi contro chi è in difficoltà in Italia, questa volta si schiera con Macron e la Francia. Bene ,facciano pure ,prima o puoi tutti prenderanno coscienza da che parte sta il Pd !

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    Di Battista ha scatenato un uragano ! Anche il Commissario si ribella

    “Restando senza argomenti,Di Battista sta spargendo letame. Lo trovo un comportamento ignobile. Per legge il mio mandato prosegue fino al 15 febbraio ma trovo assurdo il fatto che né il ministro Toninelli né il presidente del Consiglio abbiano mai trovato dieci minuti per ricevermi, dato che formalmente io sono chiamato a riferire a loro. Queste cose possono accadere solamente in Italia e solamente con questo governo”. Così P. F., Commissario straordinario del Governo per l’asse ferroviario Torino – Lione. FONTE

    Di Battista,come noi,come qualsiasi altro cittadino è libero di esprimere il proprio pensiero. Questo signore e moltri altri se hanno la coscienza pulita stiano tranquilli,non hanno nulla da temere. Da quando è tornato Alessandro Di Battista si è scatenato un tornado !

    Così ci piace,il coraggio di denunciare ciò che secondo noi è marcio. Avanti così ragazzi ! I poteri forti hanno trovato pane per i loro denti ,è finita l’era dei governi prostrati al  servizio del potere. L’aria è cambiata.

    La stessa denuncia fatta da Di Battista e Di Maio sulla Francia trova in Fratelli D’Italia un sostegno,chiaramente,ma non avevamo nessun dubbio sulla posizione del Pd. Ci fosse una volta che si schiera dalla parte del popolo italiano! Ancora una volta il Pd a sostegno di Macron, fate voi! Non si è ancora capita la posizione della Lega,siamo curiosi di sapere come la pensa Salvini.

    Stia tranquillo questo signore che  la giustizia sta cambiando in Italia,anche se ci vorrà un pò di tempo,ma le magagne verranno a galla,tutte, allora si che gli italiani si faranno due risate. Tempo al Tempo e ci ripagherà delle attese.Noi ricordiamo le intercettazione di due persone della ‘Ndrangheta,le quali dicevano “Bisogna creare un comitato Si Tav”. Questo non lo dice Di Battista, ma intercettazioni, quindi si andrà a fondo in quella direzione,visto che ultimamente stanno saltanto molte teste anche nella magistratura , bisognerà filare tutti dritti !

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    La casta si avvinghia ai privilegi

    “Non vogliono discutere la nostra proposta, l’unica che potrebbe ridare dignità a questa fallimentare classe politica, perché vogliono tenersi i privilegi.  “Abbiamo presentato una diffida all’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale della Calabria perché sono ampiamente scaduti i termini entro i quali avrebbe dovuto deliberare in merito all’ammissibilità della proposta di legge regionale d’iniziativa popolare ‘Taglio Privilegi’, per la quale abbiamo consegnato a novembre dello scorso anno le oltre 5.000 firme necessarie”.

    Così in una nota fanno sapere i portavoce calabresi del M5S eletti alla Camera, al Senato, al Parlamento Europeo e comunali, ricordando la raccolta firme per il taglio dei costi della politica in Calabria arenatasi in Consiglio Regionale. “Non vogliono discutere la nostra proposta, l’unica che potrebbe ridare dignità a questa fallimentare classe politica, perché vogliono tenersi i privilegi. Eppure dovrebbero fare in fretta per evitare il taglio dei trasferimenti statali nel caso in cui non si proceda al taglio dei vitalizi degli ex consiglieri, per come abbiamo opportunamente previsto inserendo una misura apposita nella legge di bilancio.

    Sono diverse le regioni che si sono già messe in regola, adottando soluzioni temporanee, ragionevoli e proporzionali, così come indicato dalla Consulta e come prevede la nostra proposta. Queste regioni virtuose avevano già approvato un taglio nel 2014, rinnovato poi nel 2018. In Calabria, invece, con i costi del Consiglio Regionale tra i più alti d’Italia, hanno pensato ad una mancetta elettorale, con un taglio per gli ex consiglieri regionali che arriva giusto giusto alle prossime elezioni regionali di quest’anno, per poi tornare a tenersi tutti i privilegi”.

    I portavoce 5 stelle lamentano il non ascolto delle istanze dei cittadini. “Quando daranno risposta ai tantissimi calabresi che hanno convintamente firmato la nostra proposta? La casta politica non può più continuare ad arroccarsi sulle proprie posizioni, a difesa di privilegi e prebende che hanno ampiamente dimostrato di non meritare. Questa legge è per noi un atto dovuto, un dovere da portare avanti nella regione più povera e, probabilmente, peggio amministrata d’Italia. – continuano i pentastellati – Il clima di sfiducia verso le istituzioni, la crescente attenzione agli sprechi e i continui scandali sulla gestione poco trasparente di denaro pubblico devono far ripensare alle indennità che gli amministratori e gli ex amministratori della nostra regione percepiscono. Per restituire credibilità e fiducia è necessario un taglio dei costi complessivi della politica, per dimostrare ai cittadini che la politica è un servizio e non un mestiere. Per questo i cittadini calabresi hanno supportato con le proprie firme la nostra proposta, per tagliare circa 4 milioni di euro all’anno dai costi della politica regionale calabrese.

    La legge – concludono i portavoce calabresi del M5S – interviene sulle indennità dei consiglieri e della giunta, sulle spese dei gruppi consiliari, sugli stipendi dello staff dei gruppi consiliari prevedendo una diminuzione del 40% degli emolumenti e degli importi percepiti dai gruppi e introduce un contributo di solidarietà sui vitalizi. I politicanti della nostra regione non possono evitare di discuterla dando un ulteriore schiaffo in faccia a tutta la Calabria.”    Alessandro Melicchio

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    Irruzione del Ministro Grillo

    Troppe volte abbiamo sentito di pazienti lasciati per ore, a volte giorni, in barella o abbandonati nelle corsie dell’ospedale, così come tante volte abbiamo sentito di aggressioni al personale sanitario, ai medici e agli infermieri che diventano ingiustamente il bersaglio delle frustrazioni per le domande a cui nessuno ha dato risposta. La colpa di questa grave situazione non è né degli operatori sanitari né dei cittadini. Anni e anni di tagli alla sanità hanno portato a Ospedali vecchi e bisognosi di ristrutturazioni, carenza di personale e a volte persino carenza di medicinali. Qualcuno ha deciso a un certo punto di sacrificare il diritto alla salute dei cittadini sull’altare del fiscal compact e dei grandi interessi internazionali. Dobbiamo riprendere in mano la situazione, la sanità pubblica è stata una grande conquista e non possiamo tornare indietro. 4,5 miliardi in tre anni per il fondo sanitario nazionale e 4 miliardi in più da investire nel fondo per l’ammodernamento delle strutture sanitarie, contro rischio sismico e antincendio sono la prima risposta. Le disuguaglianze tra chi può e chi non può non sono ammesse nella nostra costituzione. Dobbiamo portare al centro di tutto i diritti dei cittadini.

    Devo guardare da vicino le storie delle persone. Solo così sarà possibile risolvere le criticità dei pazienti e degli operatori sanitari. Questo impegno è la priorità della mia agenda.Oggi, mentre percorrevo i corridoi ospedalieri del Pertini di Roma, una signora si è avvicinata a me in lacrime per raccontarmi la sua storia e quella di suo marito malato e in attesa di un intervento da due anni. Ho faticato a trattenere l’emozione. La sua non è certo una storia eccezionale, purtroppo ogni famiglia può raccontare storie simili. Per questo uno dei miei primi interventi da ministro è stato quello di stanziare 350 milioni di euro per la riduzione dei tempi delle liste d’attesa e di rilanciare un nuovo sistema di regole per rendere più efficiente il sistema in tutte le Regioni.

    Un’infermiera mi ha testimoniato quanto sia difficile ogni giorno fare fronte a tutto con personale ridotto all’osso, le sono vicina perché so quanto sia difficile dare il massimo, ma scontrarsi tutti i giorni con un sistema bloccato. Anche questo è un problema che viene da lontano, da questi governi che hanno sacrificato le persone sull’altare dei numeri. Ma anche su questo stiamo lavorando….

    Non abbiamo la bacchetta magica, io vorrei che tutto fosse più immediato, ma stiamo seminando ogni giorno, con impegno e dedizione, e sono sicura che il Governo del Cambiamento mi farà tornare in questi reparti con un sorriso diverso. Troverò molte più storie positive da raccontare, di medici che salvano vite e di pazienti che non fanno più la fila. Oggi la nostra sanità resta comunque invidiabile e per lo più eccellente, anche se ci sono tante ombre. Nei prossimi mesi vedremo risultati concreti. Non mi arrendo alle difficoltà, ai tranelli e a tutti i bastoni tra le ruote che provano a mettere sulla mia strada, questo ve lo garantisco!  FONTE

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    In “difesa ” di Di Battista,scende il campo lui !

    Guardate chi arriva “in difesa” di Di Battista dopo la denuncia in diretta tv. “Finalmente ci siamo, occorre costruire un nuovo paradigma sulla questione immigrazione africana nera in Italia. Dobbiamo realizzare le condizioni di un confronto dialettico partendo dalle cause e non gli effetti.”di Otto Bitjoka, fondatore di UCAI (Unione delle comunità africane in Italia)

    A cogliere il punto è Alessandro di Battista durante una sua intervista da Fabio Fazio ieri sera a “Che tempo che fa”. Di Battista chiede una decolonizzazione totale, riconosce che senza la sovranità dei popoli Africani difficilmente si risolverà la questione immigrazione in quanto tentativo di welfare shopping, cosa ben diversa dal concetto di mobilità globale.

    Bravo Alessandro, il punto è il rinascimento economico basato sul paradigma endogeno, non il banalissimo leitmotiv del Piano Marshall. L’uso in 15 paesi africani di una moneta basata su un patto coloniale costituisce un gran freno e crea tantissimi effetti perversi in queste aree geo economiche sotto tutela Francese.

    Dobbiamo fare saltare questo tappo costi quel che costi, questa è la via maestra, non la solita propaganda vacua di una visione risolutiva. Nel marzo 2008 Jacques Chirac affermava: “senza l’ Africa, la Francia scivolerebbe a livello di una potenza del terzo mondo”, Francois Mitterrand, nel 1957 profetizzava che: “senza l’ Africa la Francia non avrà storia nel 21mo secolo”.

     

    Bravissimo Alessandro di Battista, avanti tutta, sono convinto che tutta l’ Africa nera sarebbe con te in questa battaglia.  FONTE Non lasciamo solo Di Battista in questa battaglia, coraggio ad andare avanti e continuare a denunciare quanto già fatto da Alessandro. Il problema va affrontato ora più che mai che qualcuno (M5S)  ha trovato il tempo giusto con coraggio per denunciare!

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    Macron cerca di far paura a Di Maio e Di Battista

    “Il nostro rappresentante diplomatico in Francia viene convocato per quanto hanno detto Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista sul Franco coloniale francese, ovvero la moneta che i francesi stampano per le loro ex colonie africane.Bene, sarebbe il caso di promuovere un dibattito pubblico su sovranità monetaria, sul signoraggio, ma anche sulle politiche di cooperazione che producono dipendenza e subalternità piuttosto che autonomia.La reazione della Francia dimostra che certi argomenti sono scomodi.Stiamo smascherando l’ipocrisia di questa Europa, che da una parte parla di aiuti umanitari, ma dall’altra non rinuncia a propositi di sfruttamento a danno di Paesi le cui economie non vengono fatte crescere.Non siamo noi a cercare crisi diplomatiche. Siamo semplicemente politicamente “scorretti”.E lasciatemi dire: finalmente!”  Nicola Morra,Presidente Commissione Antimafia.

    L’ambasciatrice d’Italia a Parigi, Teresa Castaldo, è stata convocata dal ministero degli Esteri francese in seguito alle ultime dichiarazioni del vicepremier Luigi Di Maio. Lo apprende l’agenzia Ansa da fonti diplomatiche.«Queste dichiarazioni da parte di un’alta autorità italiana sono ostili e senza motivo visto il partenariato della Francia e l’Italia in seno all’Unione europea. Vanno lette in un contesto di politica interna italiana», affermano fonti diplomatiche francesi interpellate dall’agenzia Ansa a Parigi.

    Subito dopo l’ultima tragedia di migranti, la Francia ex colonialista, e in particolare Emmanuel Macron definito «lo sfruttatore d’Africa» erano finiti nel mirino del vicepremier grillino, che aveva puntato il dito sulle cause, più che gli effetti. «Se oggi la gente parte dall’Africa è perché alcuni Paesi europei con in testa la Francia, non hanno mai smesso di colonizzare decine di Stati africani». Fa peggio il presidente francese che, per il leader 5 Stelle, «prima ci fa la morale, poi continua a finanziare il debito pubblico con i soldi con cui sfrutta l’Africa». Da qui il suggerimento a
    Bruxelles di imporre sanzioni a Parigi e portare la questione fino all’Onu, perché no.

    «Io non credo che sia un caso diplomatico, io credo che sia tutto vero», èla replica di Di Maio a chi gli chiede della convocazione dell’ambasciatrice italiana. «La Francia è uno di quei Paesi che stampando la moneta per 14 Stati impedisce lo sviluppo e contribuisce alla partenza dei profughi – sostiene il vicepremier -. Se l’Europa in questo momento vuole avere un po’ di coraggio, deve avere la forza di affrontare il tema della decolonizzazione. Noi abbiamo acceso un faro di verità».

    Bisogna «decolonizzare l’Africa» e anche l’Ue «deve occuparsi di questo tema», insiste il vicepremier. «Guardiamo in faccia anche le cause, non solo gli effetti dell’emigrazione. Ci sono autorevoli economisti di tutto il mondo che ne parlano, noi abbiamo solo acceso il faro su una verità», continua Di Maio.Intanto Di Maio fa sua l’idea delle sanzioni e annuncia: «Nelle prossime settimane ci sarà un’iniziativa parlamentare del M5S che impegnerà sia il governo italiano sia le istituzioni europee a iniziare a sanzionare quei Paesi che non decolonizzano l’Africa». FONTE

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    “E’ difficile vincere contro chi non si arrende mai”

    Qualche hanno fa era soltanto un sogno,prima di pochi ,poi condiviso da milioni di persone. La cosa bella ed intelligente è gioire del bene comune.”Anche se io non ne usufruirò ,sono felice per chi ne avrà diritto” . Riportiamo questo post significativo di Claudio Cominardi M5S, anche per non dimenticare.

    “Questo video ha del profetico, per non dire magico. Gianroberto Casaleggio, qualche anno prima dell’approvazione del reddito di cittadinanza, rivolge un affettuoso saluto a chi percepirà questo sostegno economico e sociale di contrasto alla povertà. Come se si trattasse di un qualche cosa di imminente.”

    “Poi fa appello a tutte le forze politiche di sostenere questa misura che non è del M5S ma è patrimonio del Paese intero.A distanza di pochi anni da queste simpatiche e allo stesso tempo toccanti immagini il MoVimento è al Governo e il reddito di cittadinanza sarà a breve legge dello Stato.”

    “Nel frattempo, mentre stiamo portando la democrazia diretta nelle mani dei cittadini con il ddl Costituzionale, pare che i partiti di opposizione si stiano organizzando per proporre un referendum per abrogare il rdc ancora prima della conversione in Legge! In sintesi: un referendum – a priori – contro i cittadini poveri. Una delle cose più spietate che una mente cinica possa partorire.”

    “Chissà se Gianroberto tra le tante cose aveva previsto anche questa…In questi giorni così importanti per il M5S e per l’Italia, il mio pensiero va a chi ha reso possibile tutto ciò ricordandoci sempre che: “E’ difficile vincere con chi non si arrende mai!” (cit. G. Casaleggio)”  QUI PER IL VIDEO

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    Denuncia in diretta tv !Mai nessuno prima del M5S, aveva osato tanto

    Ripensando al passato,non era mai accaduto prima che qualcuno denunciasse una cosa del genere.Ci ha pensato il M5S,ne ha avuto l’occasione prima Luigi Di Maio poi Alessandro Di Battista replica il pensiero addirittira in diretta tv in prima serata davanti allo sgomento del presentatore. Riportiamo prima il pensiero del giornalista e onorevole Pino Cabras :

    “Più volte in questi ultimi mesi ho parlato di un grande argomento tabù: il peso del Franco CFA nel perpetuare un’economia svantaggiosa per i paesi francofoni che adottano quella moneta e vantaggiosa per il patron neocoloniale, la Francia. A dicembre ne ho parlato anche nella tana del lupo, a Parigi, in occasione di una conferenza sul Sahel. Le tragedie in mare sono una fase terminale drammatica ma a suo modo macabramente marginale di un enorme problema che le origina, in paesi segnati dalla povertà, dalle guerre, dall’insicurezza e dall’instabilità per milioni di persone.”

    “Perciò sono molto contento che oggi il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio abbia posto con forza la questione CFA. A mia memoria, in tanti decenni non ho mai sentito nessun politico europeo di primo piano parlare di questo macroscopico strumento di diseguaglianza economica. Dati gli interessi in gioco, è perfino un atto di coraggio fisico. Ho anche consultato l’archivio on line di Repubblica e nella funzione di ricerca ho scritto “franco CFA”: in 35 anni viene citato solo in 6 articoli degli anni novanta, quasi tutti di Stefano Citati. Credo che sia il momento di accendere i riflettori, soprattutto alla vigilia del trattato franco-tedesco del prossimo 22 gennaio, che sarà anche un cordone protettivo che i padroni del discorso europeo vogliono cingere attorno alla moneta neocoloniale”

    Di Battista ospite da Fazio riprende l’argomento ,parlando di migrazioni: ‘Fino a che non ci sarà un incidente diplomatico con Francia, l’Italia sarà sola’ .Se non si dà la sovranità monetaria all’Africa non se ne esce. Attualmente la Francia stampa la moneta usata in 14 paesi africani, i quali per mantenere il tasso fisso sono costretti a versare circa il 50% dei loro denari su un conto corrente gestito dal Tesoro francese, col quale la Francia ha un controllo geo-politico su un’area africana di 200 milioni di persone, impedendo la loro vera indipendenza economica.”

    “Fin quando non si strapperà questo fatto, sarà inutile parlare di porti aperti e chiusi, perché le persone continueranno a scappare. Bisogna occuparsi delle cause e non solo degli effetti, altrimenti si è nemici dell’Africa .Si devono salvare le vite, assolutamente si. Non voglio difendere Salvini,ma non si può dare al Governo italiano la responsabilità di morti avvenute a 40 miglia dalle coste della Libia. Coloro che fuggono io li salverei e li porterei a Marsiglia, fino a che non si creerà un incidente diplomatico con la Francia qua succederà sempre che l’Italia sarà lasciata sola ad avere queste responsabilità. Tragedie come quella di questi giorni purtroppo sono avvenute spesso negli ultimi 5 anni con Governi di tutti i tipi. Occorre che le persone africane abbiano la possibilità e il diritto di stare a casa loro, avendo opportunità di sviluppo lì”.

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    Travaglio “fa piangere ” la Boschi

    Casomai qualcuno credesse ancora alla favoletta del Pd “di sinistra”, ha provveduto Maria Elena Boschi a sfatarla con la memorabile battutona sullo Stato sociale (che per lei non è il Welfare, ma la band arrivata seconda all’ultimo Sanremo) e sulla “vita in vacanza” (intesa come la pacchia sardanapalesca del reddito di cittadinanza per i 5 milioni di poveri creati anche dal suo partito). Per una volta la freddura, peraltro copiata ad Aldo Cazzullo, è riuscita a fare più danni al Pd del suo rottamatore ufficiale, che tuona contro il reddito da un tipico mezzo di locomozione proletario: un motoscafo di Venezia. Nel silenzio assoluto dei vari Zingaretti e Martina. Se non sapessimo che Maria Etruria e Matteo stanno scientificamente picconando quel che resta del loro partito per farne un altro ancora peggiore, ci domanderemmo quanto li pagano i 5Stelle e la Lega per mettere in fuga gli elettori superstiti.

    Mai, a memoria d’uomo, il Pd si era accanito contro una legge come ora contro il sussidio per i meno abbienti, fino al punto di annunciare un referendum abrogativo in combutta con FI (che nel programma elettorale prometteva non solo il reddito di cittadinanza, ma financo l’“azzeramento della povertà assoluta”, manco l’avesse scritto Di Maio) e con Fd’I (già “destra sociale”).Se il centrosinistra avesse speso un decimo delle energie e dello sdegno che ora impiega contro il reddito per combattere una a caso delle 41 leggi vergogna di B., il berlusconismo sarebbe durato molto meno. Dal 2011 al 2018 i nostri “progressisti” hanno regalato senza fare un plissé 60 miliardi alle banche rovinate dai loro amici magnager; hanno votato sette manovre con 40-50 miliardi a botta di sgravi fiscali alle imprese; hanno buttato ogni anno 4 miliardi abolendo l’Imu sulle prime case (anche dei ricchi), 12 miliardi per gli incentivi del Jobs Act alle imprese e altri 10 miliardi per gli 80 euro a chi uno stipendio ce l’ha.

    Poi, in vista delle elezioni, si sono ricordati dei poveri: solo che l’Istat ne conta 5 milioni, mentre lorsignori li hanno ridotti a uno solo col Reddito di inclusione (in media 297 euro mensili a testa). Un primo passo contro la miseria, peraltro dimenticato in campagna elettorale per non darla vinta al M5S: così nessuno se n’è accorto. Ora che la platea si allarga a 4,9 milioni di poveri, con un assegno medio di 500 euro a famiglia (fino a 780 euro al mese a persona), il Pd si batte come un leone perché l’Italia torni a essere l’unico paese Ue senza un reddito minimo, mentre globalizzazione, delocalizzazione, automazione e nuova recessione sterminano centinaia di milioni di posti di lavoro.Nemmeno la lezione di Macron, partito col taglio delle tasse ai ricchi, cioè molto più a destra di Salvini (che la Flat tax l’ha lasciata perdere), e convertito di corsa al “reddito universale” per rompere l’assedio dei Gilet gialli, fa riflettere il partito più cieco, sordo e ottuso dell’Occidente. Il reddito di cittadinanza, se le stime saranno confermate, costerà nel primo anno 6 miliardi (più 1 per i centri per l’impiego e i navigator).

    Sommandolo alla quota 100 per le pensioni, non si arriva neppure a 10. Meno della metà delle due bandiere del renzismo: il Jobs Act e gli 80 euro. Eppure chi non fece una piega quando Renzi buttò dalla finestra 22 miliardi l’anno a pioggia per due misure che non smossero i consumi né crearono posti di lavoro in più rispetto ai già pochi che nascevano prima, ora si scandalizza per 10 miliardi destinati alle fasce più deboli della popolazione: pensionati minimi, costretti a campare con 100 o 200 euro al mese, giovani senza lavoro e anziani lavoratori costretti dalla Fornero a rinviare la meritata pensione. Quasi che Conte, Di Maio e Salvini scialassero i nostri soldi in champagne, casinò e donnine allegre. Che Confindustria, abituata a mettersi in tasca la magna pars delle manovre, sia sul piede di guerra non stupisce. Che B., dimentico di aver copiato al M5S il reddito di cittadinanza in campagna elettorale, scateni i rottweiler, è normale: già è un miracolo se, ridotto com’è, si ricorda come si chiama. Che la stampa di destra titoli ogni giorno sul “regalo a fannulloni e a fancazzisti”, offendendo milioni di poveri che attendono da 25 anni i milioni di posti di lavoro promessi da tutti i governi della Seconda Repubblica, è ovvio: fanno il loro sporco mestiere.

    Ma è incredibile che, salvo rare eccezioni, da sinistra e dal mondo cattolico non si levi una voce a sostegno di una misura che per la prima volta affronta concretamente l’urgenza della povertà. Si era detto che il reddito costava 50 o 60 miliardi l’anno, dunque non sarebbe mai stato approvato: ora è legge dello Stato, anche se non si sa se si farà in tempo a erogarlo alla prevista scadenza di aprile. Si era detto che avrebbe favorito chi vuole poltrire sul divano o arrotondare lo stipendio al nero. Allora il governo ha inserito paletti, controlli e sanzioni per scoraggiare i furbi (che comunque, nel Paese dell’evasione e del lavoro nero, ci saranno sempre, ma non possono penalizzare gli onesti: altrimenti, per evitare che ne approfitti chi non ne ha diritto, bisognerebbe abolire anche la cassa integrazione, il sussidio di disoccupazione, le agevolazioni sanitarie, scolastiche e universitarie ai meno abbienti, gli 80 euro, il Rei e gli altri strumenti del Welfare). E ora tutti a criticare i paletti, i controlli e le sanzioni. E a ripetere a macchinetta che ci vuol altro per creare lavoro, come se il lavoro si creasse per decreto e come se il reddito non fosse pensato proprio per chi non ce l’ha, lo cerca ma non è detto che lo trovi. Non va mai bene nulla, e neppure il suo contrario. Presto Maria Antonietta Boschi si affaccerà al balcone di Banca Etruria e annuncerà il nuovo slogan vincente del Pd: “Non hanno pane? Mangino brioche”.  “Maria Antonietta Boschi”, di Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano del 20 Gennaio 2019…….Distrutta e affandota ! Travaglio questa volta fa piangere di brutto la Boschi ! Complimenti al direttore !

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    Ce l’abbiamo fatta ! Grande vittoria ! Un risultato importante

    Anche questo,quante volte prima dall’opposizione e poi in campagna elettorale lo diceva il M5s?! E’ una grande vittoria ,un risultanto importante per tutti i cittadini italiani. Lo ha annunciato il vicepremier Di Maio ,con un emendamento al Dl semplificazioni arriva l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti per valorizzare la produzione nazionale e consentire scelte di acquisto consapevoli ai consumatori, contro gli inganni dei prodotti stranieri spacciati per Made in Italy.

    La norma consente di adeguare ed estendere a tutti i prodotti alimentari l’etichettatura obbligatoria del luogo di provenienza geografica degli alimenti, ponendo fine ad un lungo e faticoso contenzioso aperto con l’Unione europea oltre 15 anni fa.

    “E’ una nostra grande vittoria” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini: “un risultato che siamo certi troverà nell’iter parlamentare un sostegno bipartisan per una norma a costo zero a difesa dell’interesse nazionale e a tutela della salute dei cittadini, del territorio, dell’economia e dell’occupazione”.

    In particolare, precisa Coldiretti, si individuano disposizioni nazionali autorizzate nell’ambito di una consultazione con la Commissione sulla base del Regolamento quadro sull’etichettatura del 2011, in ragione della protezione della salute pubblica e dei consumatori, della prevenzione delle frodi e della protezione dei diritti di proprietà industriale e di repressione della concorrenza sleale. Sono previste sanzioni in caso di mancato rispetto delle norme che vanno da 2mila a 16mila euro, salvo che il fatto non costituisca reato di frode penalmente rilevante.

    L’obiettivo, spiega ancora Coldiretti, è dare la possibilità di conoscere finalmente la provenienza della frutta impiegata in succhi, conserve o marmellate, dei legumi in scatola o della carne utilizzata per salami e prosciutti fin ad ora nascosta ai consumatori, ma anche difendere l’efficacia in sede europea dei decreti nazionali già adottati in via sperimentale in materia di etichettatura di origine di pasta, latte, riso e pomodoro. FONTE

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    Tristissimo sentire Berlusconi che offende le donne

    Tristissimo sentire Berlusconi che offende le donne ! Ennesima battuta sessista dell’ex Cavaliere. “Peccato avere 82 anni, eh. Però mi sento ancora tonico, forte. Prima ne facevo sei per notte, adesso alla terza mi addormento. Fate girare la voce”. Sta facendo discutere l’ultima battuta a sfondo sessuale fatta da Silvio Berlusconi a margine di una iniziativa elettorale.

    L’ex Cavaliere ospite  in Sardegna per prendere parte a un’ iniziativa elettorale a Pirri, nei pressi di Cagliari, per sostenere la candidata di Forza Italia alle elezioni suppletive per un seggio alla Camera dei deputati.

    Circondato da qualche decina di militanti forzisti, Berlusconi si è lasciato andare all’ ennesimo riferimento alla sua vita sessuale, con una triste battuta che ammicca alla sua virilità e a un aspetto molto controverso del suo passato (peraltro al centro di diverse inchieste della magistratura). Un siparietto piuttosto triste, come dimostrano le risatine e l’ imbarazzo di molti dei presenti.

    La battuta di Berlusconi arriva pochi giorni dopo l’annuncio della sua nuova discesa in campo alle prossime europee. L’ex  cavaliere vuole  provare ad ottenere un seggio a Strasburgo nella prossima legislatura. La Lega di Matteo Salvini sta svuotando il bacino elettorale di Forza Italia, giocando anche sull’ambiguità dell’ alleanza fra i due partiti.

    Ricordiamo, infatti, che, malgrado formalmente Forza Italia sia all’ opposizione del Governo Conte, di cui Salvini è il vice, non c’è mai stata una rottura ufficiale con la Lega. E, sui territori, FI e Lega sono alleate praticamente ovunque. Il problema della Lega è fondamentalmente questo,essere legato alla vecchia politica ,dover ancora rendere i conti a Forza Italia e a Fratelli d’Italia o a chi per loro. FONTE

     

     

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    Filippo Roma colpisce ancora Babbo Renzi

    “Ci vediamo in tribunale! Faccia di merda. Ma stai zitto, faccia di merda”.A pronunciare queste parole, che lasciano ben poco spazio all’immaginazione, è T. R., il papà dell’ex premier Matteo Renzi. Siamo andati a trovarlo presso la sua azienda a Rignano sull’Arno credendo di fargli una gradita sorpresa, offrendogli la possibilità di chiarire una serie di questioni rimaste in sospeso dopo il nostro primo incontro di circa un mesa fa. Ricordate? Eravamo partiti dalla storia di Alari Monday, un ragazzo che deve avere 15000 euro dalla Arturo srl (avendo distribuito giornali per conto della società) e che secondo una sentenza avrebbe lavorato per l’azienda di T. R. da clandestino, e quindi senza un contratto regolare. “Una fake news”, così T. R. aveva liquidato ai nostri microfoni la sentenza del tribunale di Genova.

    Poi gli avevamo parlato anche di Omogui Evans, l’altro lavoratore nigeriano che aveva collaborato con la Arturo srl, e che abbiamo provato (come vi dicevamo) a portare direttamente al cospetto di T. R. E glielo abbiamo portato anche perché era stato proprio lui, Renzi, a chiedercelo: “Tutti quelli che hanno da avere da Arturo vengano da noi, si facciano vedere, finalmente pagherà chi deve essere pagato – aveva spiegato T. R. -. Sappia che se questi vengono da me, si facciano vedere, ne rispondo io…digli che vengano, ne rispondo, cioè se loro dimostrano che effettivamente la Arturo certo certo deve soldi a queste persone…” “Li paga?”, aveva chiesto allora Filippo Roma.  “Certo”, era stata la replica di T. R. Bene! E allora glielo abbiamo portato.

    Evans ci aveva raccontato di aver lavorato per lui consegnando copie del quotidiano Il Secolo, guadagnando circa 300 euro al mese, ma poi era stato licenziato. All’improvviso, senza una spiegazione. La società di Renzi te li ha dati i soldi?”, avevamo chiesto in quel vecchio servizio ad Evans, ma la risposta era stata netta:“Neanche un centesimo”. E a quel punto il ragazzo, disperato, si era visto costretto a salire su una gru minacciando addirittura il suicidio, se non fosse stato pagato. Lui alla fine era sceso da quella gru, ma dei soldi nessuna traccia…

    Babbo Renzi la scorsa volta si era giustificato con noi de Le Iene dicendo che lui di quell’azienda era solo il proprietario. “Scusi in una srl io avevo le quote, ma la gestione dell’azienda è rimandata all’amministratore unico”, aveva spiegato, ma Le Iene avevano dimostrato che si trattava di una balla, perché carte alla mano avevamo visto come T. R. fosse stato sia socio che amministratore dell’’Arturo srl fino a marzo del 2007 (proprio il periodo in cui è stato assunto Evans come distributore porta a porta del Secolo XIX che è il quotidiano di Genova).

    E quindi, di fronte a questa nuova balla e al suo stesso consiglio di portargli gli eventuali lavoratori in attesa di stipendio, siamo andati con Evans proprio da T. R. Il ragazzo, nonostante debba avere quasi 90000 euro dall’azienda di Renzi, è allegro, canta e suona il tamburello. Ma l’accoglienza del papà dell’ex Premier, come dicevamo all’inizio, non è stata proprio delle migliori.“Io non ho nulla da dire a lei”, ha esordito Renzi ai nostri microfoni.“A proposito dei lavoratori nigeriani. Lei è un ballista – ha ribattuto Filippo Roma -.“Ah io so’ un ballista? Io? Voi siete dei falsi”, è stata la replica piccata di T. R. E poi, all’improvviso, è partito il turpiloquio rivolto proprio al lavoratore beffato:“Ci vediamo in tribunale! Faccia di merda. Ma stai zitto, faccia di merda”.Vabbè, per il momento Omogui Evans si attacca al tram. Ma lui non si è dato per vinto e per chiedere i suoi soldi ha scritto pure una canzone.“Io ballerò per far vedere, allora io ballerò, finché Renzi non mi pagherà i miei soldi. Io ballerò”. FONTE

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