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    Finalmente un nuovo lavoro per Maria Elena Boschi .Sarà la volta buona !

    Certo, la signorina Boschi  è ancora deputata e a giorni alterni prende di mira il governo gialloverde. “La Lega ladrona ha deciso di restituire i soldi spariti in comode rate. Ci metteranno più o meno lo stesso tempo – ha pubblicato ieri sui social – di quello che impiegheranno per rimpatriare i clandestini: 80 anni”. L’ opposizione è diversa dai ruoli di governo, ma bisogna far tutto.

    Stando a quanto scrive oggi il Fatto Quotidiano, però, l’ ex ministro per le Riforme ed ex sottosegretario a Palazzo Chigi sarebbe pronta a riprendere posto in tribunale.

    La Boschi, infatti, è esperta di diritto societario e pare che voglia tornare ad occuparsi di questo. Magari a Roma, dove certo ormai contatti non le mancano. Per ora, però, – scrive il Fatto – sarebbe “ospite di parenti e amici a Firenze: lo studio legale si chiama “Bl”, fondato da Francesco Bonifazi, senatore renziano e tesoriere Pd; Federico Lovadina, capo di Toscana Energia, ex consigliere di Ferrovie; Emanuele Boschi, fratello di Maria Elena”. FONTE

    Sarà la volta buona che gli italiani se la tolgono di torno,per quanto riguarda la politica? Francesco Bonifazi,il tesoriere del Pd , è lo stesso dello scandalo per finanziamento illecito venuto fuori qualche giorno fa riguardante l’ imprenditore romano Parnasi che avrebbe finanziato la fondazione Eyu ( legata al Pd ), sembrerebbe che quei soldi siano stati destinati proprio al Pd.

    Ormai sembra che gli stessi elettori del Pd non la possano più vedere, insieme a Renzi è la piddina più criticata, anche per gli affari “di famiglia” relativi alla banca Etruria.Gli italiani mica sono stupidi come pensano loro !

     

     

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    ” I 5Stelle sono pronti alla guerra “

    La normale dialettica tra un giornalista e la fonte, non solo politica, prevede una richiesta di informazioni e notizie. Dialogo che, ovviamente, deve restare riservato. Libero poi il giornalista di utilizzare quanto ottenuto dalla propria fonte.

    Rocco Casalino, portavoce del premier Giuseppe Conte, ha innovato questo strumento di lavoro inviando file audio e non solo testi scritti. Peccato che alcuni giornalisti dei quotidiani abbiano messo online l’audio di Casalino, da qui il presunto caso. Il portavoce di Conte ha però ottenuto la solidarietà e il totale appoggio dell’interno Movimento 5 Stelle.

    Sul Blog delle Stelle si legge: “Quello che è stato ripetuto per l’ennesima volta ai giornalisti De Angelis e Salvatori da Rocco Casalino, e che oggi campeggia su tutti i giornali, era la linea del MoVimento 5 Stelle detta e ridetta in tutte le salse.”

    “Siamo assolutamente convinti (ed è sotto gli occhi di tutti) che nei ministeri c’è chi ci rema pesantemente contro: uomini del Pd e di Berlusconi messi nei vari ingranaggi per contrastare il cambiamento, in particolare il reddito di cittadinanza che disintegrerà una volta per tutte il voto di scambio. La spalla di questi uomini del sistema sono i giornali del sistema. Difendono tutti gli stessi interessi: i loro. Il MoVimento 5 Stelle difende quelli dei cittadini”.

    “Se i cittadini ci hanno votato è perché sono convinti che, con noi dentro le istituzioni, si possa finalmente impedire che giornali e poteri forti distruggano le loro speranze. Abbiamo sempre detto che l’obiettivo è aprire i palazzi dei potenti come scatolette di tonno per poter cambiare il Paese. E così faremo,PER GLI ITALIANI. In questo senso, le parole pronunciate da Rocco Casalino sono perfettamente in linea con quanto dimostrato, con le parole e con i fatti, negli anni dal MoVimento”. Così in una nota Luca Carabetta, vice presidente M5S in Commissione attività produttive alla Camera. FONTE

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    Il Premier Giuseppe Conte questa volta davvero infuriato !

    A Salisburgo i paesi Ue hanno, per l’ennesima volta, voltato le spalle al governo italiano. L’attuazione delle conclusioni del Consiglio europeo di giugno sulla redistribuzione su base volontaria dei migranti, considerate dall’esecutivo giallo-verde una grande vittoria per il nostro Paese, è infatti sempre più lontana. Nonostante ciò, Giuseppe Conte – strategicamente – non alza i toni con i leader europei: si è messo di traverso solo sul rafforzamento di Frontex voluto da  Juncker, mentre ha aperto, suo malgrado, all’ipotesi di un contributo in termini finanziari da parte dei Paesi che non vorranno partecipare alla redistribuzione.

    È un meccanismo che un po’ immiserisce la prospettiva su cui stiamo lavorando», ma «se si dovesse mai arrivare a quello, per alcuni Paesi, non per la gran parte perché sarebbe inaccettabile, sicuramente dobbiamo pensare a seri meccanismi incentivanti e disincentivanti dal punto di vista finanziario». Giuseppe Conte accoglie così la proposta, al momento l’unica concreta, di un contributo finanziario da parte dei paesi che si rifiuteranno di partecipare alla redistribuzione dei migranti. Parole che cambiano la linea tenuta dai suoi predecessori, Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, che si sono sempre opposti al piano lanciato per la prima volta dalla presidenza slovacca dell’Ue nel 2016.

    «Non è quella la solidarietà che io voglio», precisa Conte. «Abbiamo sempre detto che solidarietà significa un meccanismo condiviso di redistribuzione, uno sforzo collettivo sin dalle operazioni di salvataggio. Considerare l’aspetto dei contributi volontari non è l’obiettivo a cui miro e miriamo. Se poi alla fine si arriverà a quello lo valuteremo».

    I toni più duri di Conte sono sulla proposta di rafforzare Frontex, benedetta da Macron e dalla Merkel. Al premier italiano non piace, lo dice chiaramente. Le ragioni sono economiche, tecniche e politiche. Il capo del governo M5s-Lega mette in dubbio l’utilità dell’investimento di 11 miliardi per aumentare da 1.500 a 10mila gli uomini da schierare sulle frontiere. A cosa servono tutti questi uomini davanti alle coste libiche – è il suo ragionamento – se comunque l’indirizzo della giurisprudenza della corte di giustizia europea dice che i migranti vanno soccorsi? «O ci sono 50 navi o ce n’è una sola della Guardia costiera italiana non cambia nulla, devo prenderli e soccorrerli». Per il premier «tutti questi investimenti pensati per Frontex potrebbero invece essere destinati al fondo per l’Africa. Insomma non c’è un orientamento sfavorevole verso Frontex, ma progettare una tale investimento in questi termini qualche dubbio sull’utilità lo suscita».

    E poi «c’è un problema sullo sfondo più squisitamente politico: il dispiegamento di mezzi e uomini significa un’invasione della sovranità. Tutti gli stati membri sono gelosi della propria sovranità e l’Italia non è da meno». Rifiuta invece l’interpretazione del cancelliere austriaco Kurz, secondo cui l’Italia non vuole Frontex per tenere larghe le maglie dei controlli e lasciar passare la frontiera ai migranti che non vogliono fermarsi nel nostro paese. «Perseguiamo una politica sull’immigrazione che ci fa andare a testa alta in Europa, non abbiamo bisogno di questi mezzucci, non accetto neppure che si possa star lì a discutere su questi aspetti». FONTE

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    La “denuncia” di Casalino

    “In queste ore alcuni giornali di ampia diffusione affermano, con un’indignazione degna di miglior causa, che nelle parole di Rocco Casalino…, sarebbero riscontrabili minacce rivolte alla struttura del Ministero dell’Economia e delle Finanze.È necessario partire dal significato della parola “minaccia” che, secondo il diritto, è la prospettazione di un male ingiusto e notevole; un male quindi essenzialmente contra ius, contrario al diritto, quindi non corrispondente ad esempio alla pretesa di ripristino della legalità che comporti una variazione negli assetti economici, giuridici o sociali non irrilevante. Con una minaccia s’intende limitare la libertà della vittima.”

    “Nella parole di Casalino, invece, si riscontra una vera e propria denuncia di infedeltà, declinata con parole, è vero, non consone ad un professionista della comunicazione, ma appropriate e sufficientemente enfatiche in relazione alla tipologia ed alla finalità della conversazione, indipendentemente dalla fondatezza delle accuse.”

    “Casalino afferma che l’apparato burocratico del MEF non risponde al responsabile politico, ossia al Ministro Tria, del quale anzi ostacola scientemente l’azione, come si evince chiaramente dalla frase “Tria c’entra il giusto”. In realtà, Casalino, portavoce del Presidente del Consiglio, sta constatando un dato di fatto, denunciando che, non il Ministro, ma l’alta burocrazia del MEF sta esercitando una vera e propria azione di ostacolo nei confronti del potere politico, unico responsabile di fronte al Parlamento e ai cittadini.”

    “Se così fosse, l’alta burocrazia del Ministero, infatti, starebbe esercitando un’azione assolutamente contraria ai propri doveri di obiettività ed ai fondamentali canoni della buona amministrazione, violando, così, di fatto l’articolo 97 comma 2 della Costituzione che afferma: “I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione”.”

    “La burocrazia del MEF, così afferma Casalino, si sta arrogando delle funzioni sostanzialmente politiche che non gli sono proprie, contrastando in modo surrettizio ma evidente l’attività dei soggetti responsabili politicamente, il Governo e il Ministro dell’Economia.  Le parole di Casalino, quindi, non sono in nessun modo da considerare una minaccia ma una DENUNCIA, certamente molto grave, che sottolinea una situazione che nessun governo democratico, con il diritto ed il dovere di prendere decisioni politiche e di vederle realizzate e non ostacolate dai burocrati, può a lungo tollerare.” …..di Gregorio De Falco

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    Ennesima figuraccia ! Martina si dovrebbe nascondere !

    Ennesima figuraccia di Martina. I vertici del Pd ancora non hanno capito nulla,farebbero meglio a ritirarsi .Poco più di 100 persone hanno ascoltato il discorso del Segretario del PD Maurizio Martina, intervenuto a Telese Terme, in provincia di Benevento in occasione della Festa de l’Unità. “E’ un partito alla frutta – commentano i pochi presenti – di certo speravano anche loro in una maggiore partecipazione”.

    Ma il segretario del Pd dal palco,cosa fa? Invece di parlare del suo partito,scredita l’avversario politico,il poverino ancora non ha capito che più ci attaccano,più ci rafforzano,va bene così ! Visto che non ha argomenti seri da trattare  attacca il Governo M5S-Lega sottolineando che con loro è in pericolo il tessuto sociale del Paese.

    “L’immagine più cretina di questo ultimo periodo è quella del vicepremier Di Maio con in mano il biglietto aereo. Chiederei le sue dimissioni non perché dice di viaggiare in seconda classe, quando invece ha viaggiato in prima, ma si dovrebbe dimettere perché con quella immagine ha dimostrato di non essere all’altezza della responsabilità che ha, se fa così con un viaggio aereo, figuriamoci cosa fa quando ha di fronte le questioni serie del Paese”. FONTE

    Nonostante la smentita di Di Maio con tanto di foto ( andrebbero querelati tutti,coloro che hanno dichiarato il falso ) Martina continua a sostenere il contrario. Rendiamoci conto chi ci ha governato fin’ora ! Questi signori invece di pensare a soluzioni per il Paese e per gli italiani,pensano ai biglietti aerei,agli applausi rivolti al governo ai funerali di stato, tutte cose molto costruttive vero?!

    Mai vista una sinistra che si batte tanto CONTRO il reddito e pensione di cittadinanza,misure a favore delle classi ultime e dei disoccupati e battersi altrettanto a FAVORE di lobby,finanza e poteri forti! La sinistra si assuma le proprie responsabilità e ora ne subisca le conseguenze!

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    Bastonata di Salvini a Berlusconi

    Matteo Salvini torna a parlare dei suoi rapporti con il leader di Forza Italia. E lo fa dalla manifestazione organizzata a Roma da Fratelli d’Italia, dove è stato intervistato da Enrico Mentana.“Non c’è nessuna strategia del doppio forno: con Silvio Berlusconi parliamo solo di accordi locali”. A una settimana dall’incontro di Arcore, “Per me il governo poteva essere allargato a Giorgia Meloni ma no a Forza Italia. Perché no a Fi? Perché con Giorgia Meloni condividiamo certi valori e, per esempio io mi ricordo la battaglia di Roma che abbiamo combattuto soltanto in due contro tutto e tutti, mentre qualcuno sparava da fuori”.

    Alla domanda sul reddito di cittadinanza,Salvini risponde : “Noi abbiamo chiesto che fosse limitato nel tempo e fosse davvero una misura per reinserire chi è stato espulso dal lavoro e deve dire sì a proposte di lavoro che gli saranno presentate”, ha spiegato precisando che se la misura dovesse avere “questi contorni, sono d’accordo con il reddito di cittadinanza“.

    Giusto per puntualizzare, “noi abbiamo chiesto che…” non è che l’avete chiesto voi della Lega! Era già limitato nel tempo, era già previsto il reinserimento nel mondo del lavoro con formazione ! E crediamo che il RDC abbia dei vincoli come è giusto che sia. Non come vogliono far credere che chiunque ne potrà usufruire tanto semplicemente, standosene a casa sul divano ! NON SARA’ COSI’ !

    “Ho firmato un contratto che dura 5 anni e lo voglio rispettare. Poi, siamo nelle mani di Dio. E, scendendo più in basso, in quelle di Fico“.L’affermazione di Salvini, fa notare Mentana, è però una replica indiretta anche a Berlusconi, che dopo il vertice di Palazzo Grazioli aveva detto: “Se volete sapere il mio pronostico, sono sicuro che in un futuro non lontano il centrodestra tornerà al governo e alla guida del paese per la fortuna dell’Italia e degli italiani che usciranno abbastanza presto dall’ubriacatura che si sono presi nei confronti dei Cinque stelle” .

    ”Hai mai visto un presidente del Consiglio in carica che si augura di cadere dopo alcune settimane?”, è la risposta di Salvini con tanto di lapsus. Il direttore di La7 fa subito notare al leader della Lega di aver parlato di sè come se fosse il premier. Il leader del Carroccio si è corretto subito: “Ti pare che io da vicepremier, se mi chiedono quanto dura il governo rispondo: spero che cada domani mattina. Non ne posso più: il governo durerà 5 anni, e ci credo perchè quando prendo un impegno lo porto a termine”. FONTE

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    Luigi Di Maio molto preoccupato

    In questo ore tutta la stampa nazionale parla dello “scandaloso audio” di Rocco Casalino relativo.al Mef e al reddito di cittadinanza, audio che ha destato l`ira del. Pd che ha chiesto le dimissioni di Rocco Casalino ma anche di opinionisti che lo accusano di aver usato metodi camorristici per minacce ai membri del mef ( addirittura ! Rendiamoci conto! Invece di scandalizzarsi perchè ci sono persone che non fanno gli interessi dello Stato! ).

    In verità le parole di Casalino erano già state pubblicate da #Affariitaliani il 19 settembre, attraverso un articolo sotto la voce di “fonte ufficiale dei vertici del.movimento 5stelle”, articolo con lo stesso identico contenuto ma presentato con parole più forbite tanto che non hanno destato alcun interesse . Chi ha deciso di pubblicare l`audio di Rocco Casalino, furbescamente sa bene che il modo in cui le notizie vengono date, me cambia la percezione, anche se il contenuto é lo stesso.

    Del lungo messaggio di Luigi Di Maio scritto sulla sua pagina,colpisce e desta preoccupazione questo passaggio : “Non voglio generalizzare ma è chiaro ed evidente che il sistema, negli ultimi 20 anni, ha piazzato nei gangli fondamentali dello stato dei servitori dei partiti e non dello Stato. E questo mi preoccupa molto”.

    “Ogni volta che facciamo provvedimenti dobbiamo riguardarci sempre bene il testo, perché a volte tra un passaggio e un altro viene cambiato, si modifica, viene stravolto. Quando vi dico che c’è da preoccuparsi, credetemi. Abbiamo vinto le elezioni del 4 marzo, ma il sistema è vivo e vegeto e combatte contro di noi”.

    Ne abbiamo avuto prova più di una volta,ultima qualche giorno fa,quando Laura Castelli viceministro del Mef scoprì una truffa in poche righe che potevano cambiare radicalmente le cose. Ma non dimentichiamo neanche “la manina” che cambiò alcuni dati,passati poi all’inps. Coraggio ragazzi siamo arrivati in alto,c’è ancora tanto da combattere,il sistema marcio è radicato,ma il popolo non lascerà solo il Movimento,non lascerà soli questi ragazzi che si stanno battendo contro un sistema corrotto.Il Movimento rappresenta il popolo e questa volta ce la faremo!

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    Lucia Annunziata dell’ Huff Post risponde a Giuseppe Conte. “Minacce velate?”

    Gentile Presidente del Consiglio, in una nota appena diffusa in merito alle dichiarazioni del suo Portavoce Rocco Casalino, Lei chiarisce che “la diffusione dell’audio che sta circolando in queste ore  configura condotte gravemente illegittime che tradiscono fondamentali principi costituzionali e deontologici. Chiarito che trattasi di un messaggio privato mi rifiuto finanche di entrare nel merito dei suoi contenuti”. Lei correttamente non fa nomi, e non entra nel merito dei contenuti, ma siccome i nomi sono un segreto di Pulcinella, si tratta cioe’, come il Blog 5 stelle sostiene da ore, di due giornalisti dell’Huff Post, preferisco risponderle subito. In modo da chiarire l’aria il prima e meglio possibile.

    Lei fonda la grave accusa di violazione dei principi deontologici in quella frase, “chiarito che trattasi di un messaggio privato”, ma questo è esattamente il punto: era un messaggio privato? La nota è arrivata mercoledì in redazione. C’ero e l’ho ascoltata direttamente, insieme ad altri del politico. Come faccio sempre con tutto il materiale da valutare. Non sono una che delega.Da nessuna parte, in nessun modo, né con nota scritta ad accompagnarlo, né dentro il messaggio veniva indicato che si trattasse di materiale privato. Né nessuno dei due giornalisti che hanno avuto separatamente e in due orari diversi della notte la nota verbale, mi ha comunicato che fosse privata. Come ho anche detto stamane a Casalino.

    So che Lei è un grande avvocato e dunque è temerario da parte mia incrociare spade con Lei in punta di diritto. Ma se lei è un avvocato io posso dire di avere una lunga vita di esperienza in redazioni con numerosi portavoce di Presidenti del Consiglio, ministri e altre istituzioni. Riceviamo un flusso continuo di messaggi, come le confermeranno tutti i miei colleghi – nei format più vari, tweet, foto, dichiarazioni dirette, video e messaggi verbali. So che il governo che lei guida ama sentirsi totalmente nato nuovo, ma mi creda questo fiume di materiale è una delle caratteristiche fisse di tutti i governi. E, a meno che non ci sia una dichiarazione che si tratti di comunicazione privata, questo materiale viene usato indicandolo come non per attribuzione diretta. La formula è “fonti vicine a…”.

    Cosa che abbiamo fatto in due articoli ( “I due governi”, “Non pretende più” ) usciti quello stesso mercoledì. Nessuna violazione deontologica, dunque.Per quanto riguarda la diffusione della nota ad altri giornalisti, porto alla sua attenzione un dettaglio non poco significativo: il giorno dopo la storia dello scontento dei 5S nei confronti dei tecnici dei vari ministeri era su tutti i quotidiani.Come si spiega questa convergenza di notizie? Mi piacerebbe poterle dire che è stata la nostra testata a ispirare tutti i quotidiani, ma purtroppo per noi non è così. Magari forse la spiegazione migliore è che quella nota di Palazzo Chigi è arrivata un po’ a tutti? L’audio infatti nell’ambiente girava.

    Stamattina, comunque, quando le ire di Casalino mi hanno raggiunto poco dopo il primo caffè, ho promesso al suo portavoce che avrei chiesto ai due giornalisti dell’Huff Post chiarimenti in merito alle sue accuse. Entrambi mi hanno detto di non aver diffuso la nota. E hanno anche scritto e firmato, prendendosene dunque la responsabilità, un blog in cui negano.Posso dirle che, in ogni caso, fra una versione di due miei giornalisti che conosco bene e stimo e un portavoce, sarò sempre con i miei. Così come lei, giustamente, difende Casalino. Una soluzione c’è, in ogni caso. Portiamo il tutto davanti a un giudice, o all’ordine dei giornalisti se volete, e vediamo. Basta acquisire I tabulati di un po’ di telefonini e avremo chiarito tutto. Noi siamo pronti. Con rispetto FONTE

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    Durissimo attacco di Giampiero Mughini contro il Governo e soprattutto contro Di Maio

    “Premesso il rispetto delle persone, penso che questi siano stati i 100 giorni tra i peggiori della storia repubblicana italiana. Sono stato molto colpito dalla sortita ultima del vicepresidente Di Maio contro il ministro Tria, dicendo: ‘Questo ministro trovi i soldi’. Tria difende la civiltà. Sono anche rimasto colpito dal loro atteggiamento cannibalico contro figure dello Stato. Penso al ragioniere dello Stato, il nostro bravissimo Daniele Franco”.

    E aggiunge: “E’ la prima volta nella storia del mondo che a fare il ministro del Lavoro è uno che non ha mai lavorato. Matteo Salvini? Come di una squadrea avversaria io lealmente stimo i talenti, così riconosco che lui sia un talentaccio della politica. E’ riuscito a far diventare il caso Diciotti il destriero che Salvini, un vero lupo mannaro della politica, ha cavalcato, umiliando il suo partner, tanto che Di Maio oggi sta a lì a volere il reddito di cittadinanza e la felicità per tutti”.

    Mughini poi esprime perplessità sul presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ironizzando sul suo curriculum vitae di 26 pagine. E si dichiara orgogliosamente montiano, pur puntualizzando di aver votato Pd il 4 marzo: “E diro di più: per i prossimi 200 anni continuerò a votare Pd“ FONTE

    Con questa ultima frase si capisce molto di tutto il discorso. Innanzitutto voler far passare Di Maio come colui che ha attaccato e offeso Tria, quando Di Maio stesso ha smentito la stampa,dicendo che non ce l’aveva con la persona del ministro Tria,ma tecnici del Mef. Abbiamo avuto già prova che c’è qualcuno all’interno del ministero che remano contro,probabilmente più di qualcuno ( mai stati fatti nomi ) ,che vuole continuare a fare gli interessi di “qualcuno” e non degli italiani.

    Se il Movimento non è apprezzato da quest’uomo è soltanto un onore,continuasse a  votare Pd, evidentemente il Pd difende anche gli interessi di questo  scrittore, il Movimento è fiero di difendere gli interessi del popolo italiano.

     

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    Il sindaco di Forza Italia “rifiuta” di incontrare il Premier Conte

    Il Sindaco di Foggia, Franco Landella, ha deciso di non partecipare alla cerimonia, che avrà luogo a San Giovanni Rotondo, in memoria dei 100 anni dalla prima apparizione delle stimmate di Padre Pio alla quale parteciperà anche il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Di seguito riportiamo le  dichiarazioni del  sindaco di Foggia, Franco Landella .

    “Condivido la posizione espressa dal sindaco di Bari e presidente nazionale dell’ ANCI, Antonio Decaro, circa l’ atteggiamento tenuto dal Governo rispetto alla vicenda inerente il congelamento del fondi destinati ai progetti di riqualificazione delle periferie nella stragrande maggioranza dei comuni capoluogo italiani. L’ ho ribadito e sottolineato più volte, da ultimo nella mia qualità di relatore nel confronto che il mio partito, Forza Italia, ha voluto dedicare, nel corso dell’ appuntamento di Fiuggi, alle questioni che riguardano gli Enti Locali”.

    “Il Governo ha confermato il congelamento dei fondi destinati ai progetti di riqualificazione delle periferie. La decisione dell’ Anci di sospendere le relazioni istituzionali con l’ esecutivo pone un tema reale, di cui si dibatte da tempo. La questione è di natura istituzionale più che di bassa polemica politica.”

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    “Dal congelamento dei fondi  Foggia subirà un danno di 28 milioni di euro per la riqualificazione di quelle porzioni di città più difficili, a cominciare dai quartieri Candelaro e CEP, in cui il degrado urbano è spesso anche degrado sociale.”

    “Per queste ragioni, in segno di protesta, non prenderò parte all’ iniziativa organizzata a Volturara Appula in occasione della visita del presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte”. FONTE

     

     

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    25 Indagati a Roma ! Carte false in aiuto a Cerroni!

    L’ampliamento dell’Inviolata, la discarica di Guidonia, sarebbe avvenuto con provvedimenti irregolari cuciti su misura degli interessi del gruppo di Manlio Cerroni. A favorire le aziende dell’avvocato di Pisoniano – secondo la procura – sarebbero stati dodici dirigenti della Regione Lazio, della Soprintendenza regionale e di Autostrade per l’Italia. Il pm Alberto Galanti ha chiuso le indagini nei loro confronti contestando il falso e l’abuso d’ufficio.

    Tra le accuse mosse dalla procura ci sono i dati delle falde acquifere inquinate che sarebbero stati tenuti nascosti per consentire lo smaltimento dei rifiuti. Nel mirino c’è anche il via libera per la costruzione abusiva dell’impianto. Gli atti finiti nell’inchiesta sono stati emanati nel biennio 2013- 2015. La chiusura delle indagini preliminari, propedeutica alla richiesta di rinvio a giudizio, riguarda anche il «Supremo», sua figlia Monica, il suo storico braccio destro Francesco Rando.

    Il numero degli indagati in totale è di venticinque, compresi anche alcuni dipendenti delle aziende di Cerroni. Tra i dirigenti sotto inchiesta c’è Manuela Manetti, attuale direttrice delle politiche abitative e urbanistiche della Pisana. La funzionaria, nel 2015 a capo del dipartimento regionale Ambiente, avrebbe permesso la costruzione di un impianto di trattamento meccanico biologico a beneficio della Colari di Cerroni nonostante l’esistenza di un vincolo archeologico nell’area.

    A rischio processo anche Francesco Raffaelli, impiegato regionale e capo segreteria nella passata legislatura dell’assessore Michele Civita (Pd), coinvolto nell’inchiesta sullo stadio della Roma. A Raffaelli il pm è contesta, insieme alla dirigente di Autostrade per l’Italia Graziella Zizi, di aver sorvolato sulla mancanza di un parere della società concessionaria. Assenza che – secondo il pm – ha permesso la costruzione di un impianto a 30 metri dal confine autostradale in violazione dei regolamenti. Accusato di aver nascosto i dati sulla contaminazione delle falde acquifere è l’ex capo della Programmazione economica e sociale Guido Magrini, condannato in appello nel processo Mafia Capitale a tre anni per corruzione. Ad aver aiutato Cerroni sarebbe stato poi Luca Fegatelli, ex capo del dipartimento Territorio della Regione.

    Nella lista degli indagati figura pure l’attuale vice direttrice dell’Arpa Maria Grazia Pompa, che nel 2013, come dirigente della Regione, avrebbe concorso al via libera alla prosecuzione dello smaltimento del «tal quale» nonostante – per il pm – il superamento dei limiti previsti dal ministero dell’Ambiente. Indagata per abuso d’ufficio è infine Stefania Panella, della Soprintendenza regionale, per aver omesso l’accertamento sulla presenza di beni archeologici nell’area. FONTE

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    Un Mussolini per Giorgia Meloni

    Dopo Alessandra e Rachele, un altro discendente del Duce potrebbe entrare in politica: Caio Giulio Cesare Mussolini, nipote di Vittorio e figlio di Guido, sarebbe pronto a lasciare gli Emirati Arabi, dove vive e lavora nel campo dell’industria aerospaziale, per Strasburgo.

    Il Tempo sostiene che Fratelli D’Italia starebbe infatti valutando la candidatura dell’imprenditore alle elezioni europee del prossimo anno. Come sosteneva qualche giorno fa il commissario Ue agli Affari Ecomomici, Pierre Moscovici, “piccoli Mussolini” che si aggirerebbero per l’Europa,anche se lui si riferiva ad altro.

    Dal partito guidato da Giorgia Meloni non arrivano conferme. Quel che è certo è che Caio Giulio Cesare, già ufficiale di Marina e dirigente di Finmeccanica, è tutt’altro che disinteressato alla politica. Lo scorso dicembre è stato presente al congresso nazionale di Fratelli d’Italia che si svolse  a Trieste, dove era stato intervistato dal Corriere della Sera. Già allora avevano iniziato a girare indiscrezioni su un suo possibile impegno e la domanda fu inevitabile: “Per ora è solo un’ipotesi. Sono qui per guardare, capire. Del resto sono sommergibilista “.

    I suoi rapporti con il passato? “Per il cognome sono stato attaccato a priori. Ho vissuto una dicotomia. Ciò che mi dicevano a scuola o su certa stampa, tutto male del fascismo, e ciò che mi dicevano a casa o alcune persone che lo avevano vissuto, tutto bene”, spiegò, “ci sono state cose negative e cose positive. È stato un periodo complesso. Ed è un periodo chiuso. Ha rappresentato l’Italia, gli slanci e le mediocrità. Il fascismo sono stati gli italiani. Questa passione per l’uomo forte, per esempio. È molto latina. E resta”.

    Dal suo profilo Facebook, emerge una figura dalle idee chiare ma decisamente meno nostalgica del padre Guido, che militò nella Fiamma Tricolore e nel 2001 si candidò sindaco di Roma, con scarsa fortuna, con Forza Nuova. “Non basta crogiolarsi sui fasti del passato”. FONTE

     

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