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    La Boldrini vuole far “cacciare” Salvini dal Governo. Quello che sta facendo è vergognoso!

    Il 13 luglio scorso è stata lanciata una petizione online contro il ministro dell’interno Matteo Salvini. La petizione, lanciata da alcuni membri di Possibile, ha la finalità di chiedere ai parlamentari italiani una mozione di sfiducia contro il leader della Lega per le sue politiche migratorie e e le sue esternazioni sui migranti.

    La deputata di Liberi e Uguali Laura Boldrini ha accolto positivamente l’iniziativa dei parlamentari di Possibile e, con un tweet, ha fatto sapere che si adopererà per portare in Parlamento una mozione di sfiducia contro Matteo Salvini.Secondo la Boldrini, la petizione serve a raccogliere voci in disaccordo con le scelte ciniche, razziste, disumane, oltre che inconcludenti di Matteo Salvini’. La segretaria di Possibile, Beatrice Brignone, è la prima firmataria della petizione e sui social ha chiarito il perché di questa iniziativa.

    ‘Ha superato il segno soprattutto in occasione dello sbarco dei 67 migranti della Diciotti a Trapani in cui Salvini si è opposto negando l’accesso ai porti italiani alla nave Vos Thalassa. Giuseppe Civati, leader di Possibile, e i 92mila firmatari sperano di raggiungere l’obiettivo finale delle 150mila, e con l’aiuto di Laura Boldrini di sfiduciare il ministro dell’interno.

    Secondo l’ex presidente della Camera stiamo tornando indietro nel tempo: “Questo governo dà indirettamente la libertà di sparare al grido “Salvini Salvini”, di pestare un dipendente di colore “perché adesso c’è Salvini; è composto da oltre 60 membri di cui solo 11 sono donne. Stiamo andando indietro di decenni: siamo diventati i Sauditi d’Europa”. FONTE

    E’ palese ormai quale messaggio vogliono far passare. Noi lo ribadiamo per l’ennesima volta,non siamo razzisti! Il messaggio di odio e razzismo lo vogliono far passare questi buonisti,stanno strumentalizzando tutta la vicenda immigrazione. Non si fanno schifo da soli i buonisti, sapendo che queste povere anime rischiano la vita appena salgono sui gommoni ! Non si fanno un po schifo ,quando vedono le condizioni di alcuni centri di accoglienza , quando sentono di come vengono sfruttati questi poveri migranti ! Non si fanno schifo quando leggono che viene arrestata gente legata all’accoglienza per molestie,violenza,sfruttamento,prostituzione. Non si fanno un po  schifo quando leggono intercettazioni di boss che dicono” si fanno più soldi coi migranti che con la droga ” !

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    La lettera privata del premier maltese a Conte: “Caro Giuseppe”…

    Il premier maltese Muscat ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in cui sembrerebbe respingere delle accuse. Il messaggio che emerge dalla lettera lascia un po’ senza parole e con alcuni dubbi.

    A quanto pare il premier maltese Muscat ha respinto le accuse direttamente al mittente attraverso una lettera inviata appunto a Giuseppe Conte in cui si può leggere: “Pensate a voi, noi abbiamo sempre fatto il nostro. Attaccare un altro paese per le vostre difficoltà non è la soluzione”.

    Secondo alcune fonti vicine al governo maltese, Conte sta giocando sul filo del rasoio, cioè si sta vantando che Malta e Francia accettano i “suoi” migranti, ma poi in Europa pochi lo ascoltano.

    “Caro Giuseppe, ti ringrazio per la tua lettera, ma sappi che Malta ha sempre agito nel giusto, attaccare un altro paese europeo per giustificare le difficoltà dell’Italia non è corretto. Noi abbiamo sempre rispettato le regole e condiviso responsabilità”, è questo ciò che si può leggere nelle prime righe della lettera inviate da Muscat a Giuseppe Conte, il Presidente del Consiglio.

    Questa lettera inviata da Muscat sembrerebbe una risposta ad una missiva che il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, avrebbe inviato la sera prima. Questo documento è stato spedito anche al Ministro degli Affari esteri italiano ed alle ambasciate europee residenti in Italia.

    Conte e Muscat, aevano già avuto un colloquio telefonico qualche sera prima. Il premier italiano aveva infatti chiesto a Malta di accogliere una parte dei 450 migranti a bordo di un peschereccio che il ministro dell’Interno Matteo Salvini congiuntamente con il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli aveva escluso sarebbe potuto arrivare in Italia “Vadano a Malta o in Libia, in Italia si arriva solo con mezzi legali”, sarebbe stata l’affermazione.

    Fonte: https://www.tpi.it/2018/07/15/migranti-malta-lettera-conte/

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    Tutta la verità sulla foto di Luigi Di Maio ed il presunto mafioso…

    È stato Giancarlo Cancelleri a dire tutta la verità sulla foto che sta facendo il giro del web e che ritrae Luigi Di Maio in compagnia di un presunto boss mafioso. Proprio sul blog delle stelle possiamo leggere lo sfogo di Giancarlo Cancelleri che ha scritto: “Stamattina mi sono svegliato e la prima cosa che ho scoperto è che in qualche modo sono diventato uno di quelli che si affilia a qualche clan mafioso. Sono chiaramente tutte cazzate, e le smentiamo in maniera categorica subito”.

    Giancarlo Cancelleri ha affermato anche che da quanto emerge da alcune intercettazioni la mafia non sta con il Movimento 5 Stelle, anzi lo dicono direttamente i mafiosi che non si possono fare affari con loro, infatti, Cancelleri ha scritto: “La mafia, come emerge da molte intercettazioni non sta con noi: ricordo quelle in cui si parla di Bagheria, e dicono che non «ci sono più occhi per piangere con Patrizio Cinque», oppure quando si parla di altri sindaci del Movimento 5 Stelle, che sono ritenuti «inavvicinabili» come il vicesindaco di Civitavecchia o il Sindaco di Pomezia. Ma anche quando le persone dei clan parlano delle Regionali in Sicilia, e dicono che dare il voto a Cancelleri ed al Movimento 5 Stelle sarebbe un voto perso perché noi con la mafia non faremo mai affari. Questa è la verità delle cose e lo dicono direttamente i mafiosi, non lo diciamo noi.”

    Cancelleri ha chiarito poi la questione della foto dicendo che su Repubblica è apparsa la notizia che hanno arrestato Corona, Tesoriere della mafia e su Facebook è stata pubblicata la foto che ritrae Di Maio con alcune persone, ma nessuno ha spiegato che nessuna delle persone ritratte è Corona.

    Infatti, da quanto emerge sul blog delle stelle, Cancelleri si è alquanto alterato poiché non vuole permettere a nessuno di diffamare la sua immagine o quella di Luigi Di Maio visto che tutto il Movimento 5 Stelle sta facendo un ottimo lavoro e non c’entra nulla con la mafia.

    Cancelleri ha affermato anche che ci sono stati esponenti del Pd che hanno scritto: “Spiegateci cosa ci facevate con un boss mafioso”, ma la risposta arriva subito da Cancelleri che dice: “Beh, il punto è che non c’è il mafioso in questa foto”. Cancelleri ha anche raccontato di quel giorno e di quella foto scrivendo: “Ricordo che quel giorno (era il 26 ottobre) io e Luigi Di Maio camminavamo per strada dopo un incontro. Parlavamo di Imprese quel giorno. Una campagna elettorale estenuante, un caldo torrido, la cravatta che mi soffocava, arrivammo davanti questo bar e dissi: “Luigi prendiamo un caffè perché ne ho davvero bisogno”. Siamo entrati, abbiamo preso un caffè mentre il gestore ci ha chiesto di fare una foto insieme, abbiamo pagato, salutato, e siamo andati via. Non sono mai andato in quel posto né prima né dopo, io non conosco queste persone e non le ho mai più incontrate. E questa cosa è abbastanza ovvia”.

    Quello che ha detto Cancelleri non lascia alcun dubbio sulla questione perché ha poi affermato anche che quella foto non rende il Movimento 5 Stelle vicino ai gestori del bar, in più ha ribadito che non permetteranno mai a organizzazioni criminali di infiltrarsi tra i pentastellati. In più, il Movimento 5 Stelle è stato l’unico a dire più volte e apertamente che condurrà una battaglia alla mafia. In conclusione, insomma, tutta la questione della foto di Luigi Di Maio ed il boss mafioso sembra essere un’ennesima bufala.

    Fonte: https://www.ilblogdellestelle.it/m/2018/07/repubblica_non_si_smentisce_mai_fake_news_sui_mafiosi_in_foto_col_movimento.html

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    Il politico e il “re delle slot”…….a processo,il rischio è altissimo

    Il processo è stato fissato per il 30 novembre .E’ stato rinviato a giudizio per riciclaggio l’ ex presidente della Camera, Gianfranco Fini. Il gup di Roma  ha mandato a processo anche la compagna di Fini, ElisabettaTulliani, il padre e il fratello di quest’ultima, Sergio e Giancarlo, e il “Re delle slot” Francesco Corallo.

    Al centro delle contestazioni dei magistrati c’è l’operazione di compravendita di un appartamento a Montecarlo, lasciato in eredità dalla contessa Annamaria Colleoni ad Alleanza Nazionale. “Sono pronto a chiarire davanti ai giudici e a dimostrare la mia assoluta estraneità dei fatti” ha detto Fini. Rinviati a giudizio anche altri cinque indagati tra i quali l’ex parlamentare di Forza Italia Amedeo Laboccetta.

    A seconda delle posizioni la Procura contesta i reati di associazione a delinquere finalizzata al peculato, riciclaggio e evasione fiscale. Secondo l’ accusa, Corallo, Alessandro La Monica, Arturo Vespignani, lo stesso Laboccetta, Rudolf Theodoo, Anna Baetsen e Lorenzo Lapi, avrebbero fatto parte di un’ associazione per delinquere che, nell’ evadere le tasse, era dedita al riciclaggio di centinaia di milioni di euro.

    I soldi, una volta ripuliti, sarebbero stati utilizzati da Corallo per attività economiche e finanziarie, ma anche nell’acquisto di immobili che hanno coinvolto i membri della famiglia Tulliani.

    ITulliani  in base a quanto accertato dagli inquirenti, avrebbero ricevuto su propri conti correnti ingenti somme di danaro riconducibili a Corallo e destinati alle operazioni economico-finanziarie dell’imprenditore messe in atto tra Italia, Olanda, Antille Olandesi, Principato di Monaco e Santa Lucia. I Tulliani, come del resto Fini, sono accusati solo di concorso in riciclaggio e non anche di associazione per delinquere. FONTE 

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    Matteo Salvini rischia di essere processato

    Il Procuratore di Torino  ha inviato il terzo sollecito al ministero della , Alfonso Bonafede, l’ autorizzazione a procedere contro il leader della Lega, Matteo Salvini oggi ministro dell’Interno. Già due volte, dal 2016 ad oggi  lo stesso sollecito era stato inviato all’ ex ministro Andrea Orlando. Non era seguita risposta.

    L’ inchiesta si è chiusa più di due anni fa: a fine marzo del 2016. Secondo l’ accusa Salvini è reo di aver usato l’ espressione «magistratura schifezza» il 14 febbraio 2016 durante un intervento a Collegno al congresso del Carroccio Piemontese. Tecnicamente si tratterebbe di vilipendio dell’ organo giudiziario.

    Il ministro Bonafede può rispondere affermativamente o meno. Nel secondo caso la procura di Torino dovrebbe archiviare le accuse a carico di Matteo Salvini. In caso arrivasse il via libera il leader della Lega rischia la condanna a una multa da 1000 a 5000 euro.

    La Digos di Milano incaricata da Spataro come polizia giudiziaria di condurre accertamenti sui fatti, ha acquisito le videoriprese che immortalano Salvini mentre lancia pesanti epiteti all’ indomani del rinvio a giudizio di Edoardo Roxi, all’ epoca vicesegretario nazionale della Lega, nell’ inchiesta sulla presunta Rimborsopoli ligure. Questa la frase incriminata :«Se so che qualcuno, nella Lega, sbaglia sono il primo a prenderlo a calci nel culo e a sbatterlo fuori. Ma Rixi è un fratello e lo difenderò fino all’ ultimo da quella schifezza che è la magistratura italiana».

    Secondo a quanto si apprende da fonti del ministero, il fascicolo relativo al ministro Salvini, insieme a tutte le altre richieste analoghe, è in fase di istruttoria . Il ministro ha già ben chiaro il quadro normativo, le relative tempistiche ma soprattutto le sue prerogative da Guardasigilli. Di certo , assecondando i principi del Movimento 5 Stelle, non si guarderà in faccia nessuno.  FONTE

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    Il Ministro Trenta difende i militari intervenuti nei confronti di un cittadino extracomunitario

    “Diversi organi di stampa in queste ore hanno pubblicato un video che ritrae due militari di Strade Sicure intervenire sabato scorso nei confronti di un cittadino extracomunitario presso la stazione metro di Rebibbia. ” Lo scrive il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta.

    “È un video sul quale lo Stato Maggiore della Difesa e dell’Esercito mi hanno già fornito ogni elemento, dietro mia richiesta, con la massima tempestività, e sul quale ho chiesto al mio staff di sviluppare ulteriori verifiche affinché venisse accertata la verità dei fatti.
    Ebbene, apprese tutte le informazioni del caso credo sia doveroso, da parte mia, puntualizzare alcuni aspetti per evidenziare che i nostri due militari hanno agito con massimo impegno per garantire la sicurezza dei cittadini.Vi spiego perché, vi spiego ciò che in quel video non si vede, anche per una questione di trasparenza.”

    “Il cittadino in questione era in compagnia di un’altra persona; di fronte a un comportamento sospetto dei due gli è stato intimato l’alt per un controllo (ricordo che i militari di Strade Sicure, nell’ambito delle loro funzioni, hanno gli stessi poteri e le medesime prerogative degli agenti di pubblica sicurezza). Le due persone hanno ignorato l’alt e sono fuggite; una di loro, quella che compare nel video, durante la corsa è caduta provocandosi una ferita alla testa. Ferita, dunque, che non è scaturita da alcuna colluttazione, come invece qualcuno ha scritto.”

    “Al fermo i due soldati – agendo nel pieno rispetto della legge e delle loro prerogative –
    hanno appurato che trasportava con se’ un importante quantitativo di sostanze stupefacenti. E questo è il motivo per cui non lo hanno lasciato andare. I nostri due granatieri hanno agito rispettando la legge e hanno tutelato la salute del soggetto chiamando un’ambulanza che subito dopo lo ha trasportato all’ospedale Pertini per sottoporlo alle dovute cure mediche.”

    “Io non sento di biasimarli, al contrario, sento di ringraziarli!
    Come si evince dal video, c’è stato un momento concitato in cui il militare ha dovuto agire con fermezza per immobilizzare completamente l’individuo. Questo perché il militare non indossava i guanti al momento del fermo e tale condotta, ovviamente, rientra perfettamente nella sua autotela visto che il cittadino fermato aveva perso del sangue.Si fa presto a puntare il dito, si fa presto a scivolare sui pregiudizi. Io chiedo cautela. E lo faccio dopo non aver nascosto la mia sensibilità su alcuni temi.Se i due militari avessero agito violando il protocollo, sarei stata la prima a chiedere provvedimenti. Così non è stato.”

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    Quasi incredibile da credere ! La Rai libera !!!

    Vogliamo mettere la parola fine alla lottizzazione della tv di Stato, considerata da sempre un territorio da occupare e subordinare agli interessi di parte, una sommatoria delle opinioni piuttosto che un luogo di rappresentazione della diversità sociale e culturale del nostro Paese. Vogliamo dire basta alla concezione distorta del pluralismo come spartizione di un feudo secondo canoni cencelliani. Solo un’informazione indipendente può renderci liberi e vogliamo giornalisti non asserviti al partito di turno. Vogliamo un’azienda che sia realmente un bene comune e faccia servizio pubblico, investendo nel proprio personale interno.

    La Rai è la più grande azienda culturale del Paese e gli italiani sono i datori di lavoro dell‘azienda. La Rai che intendiamo consegnare ai cittadini rappresenterà il punto di equilibrio tra il patrimonio della nostra storia e la visione di un futuro multimediale già nelle mani delle giovani generazioni, contribuendo così a sviluppare il senso critico, civile ed etico della collettività. L’azienda Rai dovrà ridisegnare completamente, da qui a cinque anni, la propria offerta. La qualità del prodotto audiovisivo, la sua fruizione attraverso i diversi dispositivi, la possibilità di commercializzarlo all’estero, costituiranno le sfide più urgenti. Per tali ragioni riteniamo che ad amministrare la Rai non possano essere soltanto i manager con competenze economico-giuridiche, ma anche i soggetti che creano il prodotto televisivo, così come quelli in grado di sfruttare al meglio il processo di convergenza tecnologica tra i mezzi di comunicazione per diffondere i contenuti.

    L’obiettivo è quello di far evolvere la Rai verso un modello di moderna media company che punti sul digitale e sull’innovazione e ne sappia cogliere le sfide, privilegiando prodotti multimediali di qualità e puntando a un’informazione in cui il rigore delle notizie prevalga sui contenitori di commento. Strategica sarà infine la componente industriale, attraverso la valorizzazione dei centri di produzione rispetto agli appalti esterni, delle risorse interne rispetto a quelle esterne.L’obiettivo è quello di far evolvere la Rai verso un modello di moderna media company che punti sul digitale e sull’innovazione e ne sappia cogliere le sfide, privilegiando prodotti multimediali di qualità e puntando a un’informazione in cui il rigore delle notizie prevalga sui contenitori di commento. Strategica sarà infine la componente industriale, attraverso la valorizzazione dei centri di produzione rispetto agli appalti esterni, delle risorse interne rispetto a quelle esterne.

    La Rai che vogliamo sarà imparziale e indipendente a partire dalla governance e ci batteremo affinché questo corollario non venga derubricato solo a buona intenzione. La legge di riforma, approvata nel 2015, prevede un Consiglio di amministrazione ridimensionato da 9 a 7 componenti. Per la prima volta non toccherà alla Commissione di Vigilanza, ma saranno la Camera e il Senato a eleggere 2 componenti per parte. Altri 2 membri saranno scelti dal Consiglio dei Ministri, mentre un altro verrà designato dall’assemblea dei dipendenti dell’azienda. Il Parlamento sarà chiamato quindi a scegliere 4 nomi tra coloro che hanno inviato il proprio CV nell’ambito della procedura di selezione pubblica prevista dalla legge. FONTE

    Il MoVimento domani dalle 10 alle 19 sceglierà attraverso una votazione online su Rousseau i suoi candidati. E’ stata fatta una prima scrematura e sono stati individuati dei profili pronti ad impegnarsi nella realizzazione della nostra visione di tv pubblica facendo del merito il principale criterio di selezione. I profili più votati saranno quelli che il MoVimento esprimerà in Parlamento anche in relazione a dove si sono candidati (alcuni profili lo hanno fatto solo in uno dei due rami del parlamento) e tenendo conto della rappresentanza di genere. Ogni iscritto potrà esprimere una sola preferenza.Di seguito trovate, in ordine alfabetico, i nomi dei candidati che saranno domani in votazione, cliccandoci sopra potrete vedere il curriculum di ognuno:- Paolo Cellini– Beatrice Coletti– Paolo Favale– Claudia Mazzola– Enrico Ventrice

     

     

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    Il ministro Paolo Savona “trova 50 miliardi”

    Paolo Savona concede una lunga intervista a La Verità per spiegare l’azione del Governo per stimolare la crescita e rispettare gli obiettivi di bilancio.”Preferisco parlare del Piano A”.

    “L’Italia da tempo vive al di sotto delle proprie risorse, come testimonia un avanzo di parte corrente della bilancia estera. Tale avanzo non può essere attivato, cioè non possiamo spendere, per l’incontro tra i vincoli di bilancio e di debito dei Trattati europei. Questo nonostante abbiamo ancora una disoccupazione nell’ordine del 10% della forza lavoro e rischi crescenti di povertà per larghe fasce di popolazione. L’avanzo sull’estero di quest’anno è al 2,7% del Pil, per un valore complessivo di circa 50 miliardi: esattamente ciò che manca alla domanda interna”.

    “Se l’Ue lo accetta, meglio ancora se propone essa stessa, nel reciproco interesse, un piano di investimenti di tale importo, la crescita del Pil che ne risulterebbe può consentire un gettito fiscale capace di coprire allo stesso tempo la quota parte delle spese correnti implicite nelle proposte di Flat Tax, salario di cittadinanza e revisione della Legge Fornero senza aumentare né il disavanzo pubblico, né il rapporto debito pubblico/Pil su base annua”.

    Quanto al ministro dell’Economia, Giovanni Tria, anche lui, spiega Savona, ha detto che “il problema è la cadenza temporale dell’operazione, non la possibilità di attuarla”. Il ministro degli Affari europei ribadisce che è interesse dell’Ue accettare. “Occorre che l’Ue riconquisti la fiducia dell’opinione pubblica, non solo italiana, prima delle prossime elezioni europee, la cui data incombe” segnala, ribadendo che un maggior potere dovrebbe essere assegnato alla Bce, inclusa “la piena facoltà di governare il cambio esterno dell’euro e di effettuare interventi da lender of last resort, ossia prestatore di ultima istanza”.

    “Una politica della domanda centrata sugli investimenti, una scelta che, con l’avvento della Commissione Juncker era già stata effettuata sotto la spinta dell’opinione pubblica rappresentata dal Parlamento europeo”. FONTE

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    La gravissima denuncia di Gianluigi Paragone! Ecco chi c’è dietro alla Fondazione !

    Gianluigi Paragone  senatore tra le file del Movimento 5 Stelle denuncia un fatto gravissimo su Facebook. Fuori dall’ Aeroporto di Malpensa gira il video di denuncia nel quale dice: “Dovete sapere che qui ci sono 1700 dipendenti, tutto il personale, più ce ne sono 500 interinali presi tutti da Adecco,” racconta il senatore, che aggiunge: “Sapete nella Fondazione Adecco chi c’è? C’è l’ex ministro Treu, colui che ha cominciato a disarticolare il lavoro, a renderlo sempre più flessibile, sempre più precario”.

    “Ma soprattutto, grande conflitto di interessi, – continua – sapete chi c’è dentro la Fondazione Adecco? C’è il numero due di questa roba qua, che si chiama Carbone. Carbone si prende 600mila euro all’anno per gestire la ex SEA che oggi si chiama Airport Handling. Ed è dentro la Fondazione Adecco, cioè Adecco ha in mano tutti i contratti interinali”.

    “Questa e altre storie – conclude Paragone – io ve le racconto tra poco sul mio canale Youtube. Seguitemi, iscrivetevi perché fra poco sul mio canale Youtube lancerò una bomba a proposito di manine, di manine che scrivono e manomettono i documenti. A tra poco quindi, sul canale Youtube”.

    Abbiamo sempre sostenuto Gianluigi Paragone per aver sempre denunciato le cose “storte” anche durante la sua trasmissione “La Gabbia” della quale hanno voluto la chiusura. Gianluigi non si è mai piegato al “sistema” ha sempre denunciato le cose che riteneva sbagliate.

    Seguiremo Gianluigi Paragone ,siamo certi che farà scoppiare delle bombe che non passeranno tanto inosservate.Aiutiamolo a diffondere le denunce che vorrà condividere affinchè arrivino a più persone possibili.

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    Il presidente dell’Inps fa la “vittima”: “Se mi vogliono cacciare..”

    “Se mi vogliono cacciare, mi caccino. Io, però, resto al mio posto”. Questo a quanto pare sarebbe il pensiero  di Tito Boeri, presidente dell’ Inps, riportato dal Corriere della Sera. Citando persone a lui vicine che gli hanno parlato nelle ultime ore, il Corriere racconta di un Boeri deciso a dar battaglia.

    “Incredibile, da Tria non me l’ aspettavo”, avrebbe detto il presidente dopo aver letto il comunicato con cui, domenica mattina, il ministro dell’ Economia e quello del Lavoro, hanno preso le distanze dall’ ormai nota relazione tecnica contenuta nel testo finale del Decreto Dignità (firmata dall’ Inps), nella quale si ipotizzano posti di lavoro persi. Leggi qui : i dubbi del ministro del lavoro e dello sviluppo economico,Luigi Di Maio,sulla manomissione del decreto dignità.

    “Se la Ragioneria generale dello Stato avesse avuto delle perplessità su quelle stime, poteva contestarle, chiederci un approfondimento come avviene spesso. E invece ha proceduto alla bollinatura, facendole proprie”.FONTE

    È stato Matteo Salvini a chiedere le sue dimissioni scrivendo sui social :”Il presidente Inps nominato da Renzi, continua a ripetere che la legge Fornero non si può toccare e che gli immigrati pagano le pensioni degli italiani.Io penso che sbagli e che si dovrebbe dimettere.”

    Per quanto riguarda la manomissione del decreto dignità , possiamo affermare con fermezza che noi  ci fidiamo di Luigi Di Maio. Abbiamo piena fiducia nel ministro del lavoro e dello sviluppo economico. più riserbo verso chi ha gestito le cose fin’ora e abbiamo potuto constatare che non sono state gestite nel migliore dei modi!

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    Berlusconi se la prende con il governo e torna all’attacco del M5S…

    Silvio Berlusconi, ormai in decadenza assieme al suo partito Forza Italia, in queste ultime ore se la sta prendendo con il nuovo governo che reputa dannoso. Intervenendo in diretta telefonica agli stati generali di Forza Italia in corso a Pescara, Berlusconi ha affermato: “L’azione del Governo nazionale è confusa e contraddittoria, ci sono provvedimenti dannosi sia per le aziende sia per i lavoratori”.

    Ciò che ha aggiunto dopo aver affermato la frase scritta in precedenza, non lascia senza parole perché è da tempo che sentiamo Silvio Berlusconi attaccare il Movimento 5 Stelle. Silvio Berlusconi, infatti, è andato contro il Movimento 5 Stelle dicendo che sono dei “buoni a nulla”.

    Il cavaliere ha affermato che con il provvedimento preso dal Movimento 5 Stelle, hanno confermato non solo di essere  inadatti ed incapaci di governare ma anche di essere prigionieri delle vecchie ideologie della sinistra, che anche la sinistra ha ormai abbandonato secondo lui.

    “Quindi di tutto l’Italia avrebbe bisogno meno che di politiche veterocomuniste, pauperiste, giustizialiste, illiberali, che già stanno dando effetti preoccupanti”, ha aggiunto Silvio Berlusconi riferendosi al decreto Dignità.

    In conclusione del suo discorso, Silvio Berlusconi ha detto che Forza Italia adesso, combatterà una dura battaglia in Parlamento sui temi che riguardano l’economia ed il lavoro. Il cavaliere ha aggiunto anche che spera in tutto l’aiuto del centrodestra per riuscire a correggere la rotta di questo esecutivo.

    Forse Silvio Berlusconi si è dimenticato che Forza Italia sta rischiando il crac? Il cavaliere ha dimenticato che gli italiani hanno scelto il Movimento 5 Stelle proprio perché va contro la vecchia casta.

    Fonte: http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2018/07/14/berlusconi-azione-di-governo-confusa-e-contraddittoria.-m5s-schiavi-delle-ideologie-di-sinistra-_55a51136-05fa-46e9-a06a-e3210e1e5dd2.html

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    Emilio Fede desta preoccupazione

    Il suo programma politico Emilio Fede lo ha presentato ai microfoni di ECG, “Alle prossime elezioni correrò anche io, con il mio movimento ‘Uno di voi’. Legalizzeremo la prostituzione, riapriremo le case chiuse. In Svizzera lo fanno, non crea scandali anzi contribuisce all’ordine pubblico che manca.” Continuano i deliri di quest’uomo. Chissà come mai tutti questi personaggi noti  vogliono candidarsi in politica!

    E ancora “Sarò contro l’invasione degli stranieri e degli extracomunitari, ne ho le palle piene. Legalizzeremo le droghe leggere. Sono tra la gente, contro la casta. Nei prossimi giorni organizzerò un pizza e birra con i tassisti di Napoli”.

    Il giornalista ha espresso un pensiero sui principali leader politici, e per tutti ha una parola buona: “Sono di aria vicino al centrodestra, ma stimo tantissimo anche Renzi. Per me è bravissimo, sono uno suo grande sostenitore. Non sono nei partiti, non sodalizzerò con i partiti, sarò in mezzo alla gente.”

    Continua:”Salvini Premier? Lo vedo bene, si è comportato nel modo migliore, politicamente è maturo, al contrario di Di Maio, che è ancora troppo giovane. Quando parlo di Di Maio mi commuovo, è un ragazzo che ride sempre, come fai a non volergli bene? Mi è simpatico, è il ragazzo che avrei voluto come pronipote, gli avrei insegnato un sacco di cose e lo dico con intelligenza. Quando sarà maggiorenne non solo anagraficamente questo ragazzo farà grandi cose”.

    “Sono stato assolto e nessuno lo ha detto. La notizia che mi assolve totalmente è stata data due giorni dopo in una brevissima nota di agenzia. Questo giornalisticamente non è corretto. Questo non si fa, l’informazione deve essere più responsabile. Io sono sempre stato garantista, fosse capitato a me ci avrei aperto il tg. Ero accusato di aver utilizzato Lele Mora per rubare dei soldi a Berlusconi”. Ma va! Benvenuto nella realtà ! Ha aperto gli occhi anche Fede sull’informazione italiana !  FONTE 

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