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    ” Vi preghiamo di diffondere questo messaggio “

    Questo messaggio è assolutamente da leggere e condividere . Dopo le continue verità sbandierate da chiunque e alterate a proprio piacimento, vi preghiamo di diffondere questo messaggio che speriamo chiarisca le idee a molti . “A Ischia non si fa nè c’è alcun condono “voluto da questo governo”.
    A Ischia c’è stato un terremoto un anno e mezzo fa che ha lesionato, anche gravemente, diversi edifici privati. I proprietari di alcuni di questi edifici, diversi anni fa, hanno fatto richiesta agli uffici competenti per sanare le loro situazioni secondo i termini contenuti nel condono fatto dal governo Craxi nel 1985 e in quelli contenuti nei condoni del 1994 e del 2003 decisi dai governi Berlusconi.
    Queste persone hanno presentato una regolare domanda di sanatoria a cui per 33 anni chi di dovere non ha mai dato una risposta. E la risposta non è mai stata data perchè chi ha governato Ischia e il Paese sino al 2 giugno 2018 non ha mai voluto prendersi la responsabilità concreta di dover dire: “no, mi spiace, ma la tua casa non è sanabile quindi va abbattuta”.”

    “Perchè fare questo discorso significa perdere voti, perdere clientele, perdere soldi. E allora meglio lasciare le domande di condono lì, nei cassetti, sotto la polvere così senza una risposta nessuno è costretto a dover buttare giù la sua casa.L’italia, prima dell’avvento del M5s, ha sempre ragionato in questo modo: mettere da parte i problemi perchè risolverli significa assumersi delle responsabilità e ad una parte di questo Paese ancora cospicua chi si prende delle responsabilità vere, anche scomode e potenzialmente pericolose per gli interessi di chi non è proprio in regola o non è mai stato in regola, dà fastidio, fa storcere il naso e, soprattutto, toglie voti e soldi.Perciò il sistema partitocratico ha vissuto di rendita sul tacito immobilismo a garanzia e protezione di interessi privati che, messi tutti insieme, hanno costituito il pacchetto di voti cruciali per la sua sopravvivenza. Fino a quando non è arrivato il M5s a scombinare tutto.”

    “E allora che cosa si chiede dentro al Decreto Emergenze per l’isola di Ischia? Si chiede semplicemente, assumendosi una responsabilità chiara e precisa, che a tutte quelle domande di condono, con particolare precedenza per quelle di chi si ritrova la casa lesionata dal terremoto di un anno e mezzo fa, venga data una risposta dagli uffici competenti entro sei mesi *( e se non arriva entro 6 mesi, varrà il Silenzio-Rigetto)*  di tempo in modo che i soldi per la ricostruzione post terremoto possano essere dati SOLO ed ESCLUSIVAMENTE a coloro che avranno una risposta positiva alla loro richiesta di sanatoria e che ciò deve essere fatto rispettando dei paletti e dei vincoli stringenti ben specificati e dettagliati dentro al DL Emergenze. *( Il Decreto Emergenze contiene per la parte su Ischia, nella sua versione migliorata, tutte le restrizioni che il condono del 1985 non prevedeva. Ci sono paletti e vincoli a cui, nella risposta da parte degli uffici competenti, non si può scavallare o derogare.) * Chi otterrà una risposta negativa alla sua richiesta di sanatoria, richiesta di sanatoria che lo ricordiamo ancora risale ai condoni degli anni 1985, 1994 e 2003, non potrà ricevere alcun contributo pubblico per la ricostruzione.Quindi non c’è alcun nuovo condono ma l’obbligo per gli uffici competenti di rispondere entro sei mesi a chi ha fatto richiesta per condoni passati e non ha mai ricevuto alcuna risposta.”

    “Il M5s e il governo di cui il M5s è forza di maggioranza relativa non dovevano assumersi questa responsabilità?Dovevano lasciare gli ischitani senza una risposta chiara, in balia degli eventi?
    Dovevano fare come tutti i loro predecessori e girarsi dall’altra parte, lasciando che un oggettivo, grosso problema finisse nascosto sotto il comodo tappeto della convenienza o di una ottusa, fanatica, pretesa “coerenza”?Queste persone hanno o non hanno diritto di sapere se le loro case, ora lesionate dal terremoto, possono usufruire oppure no di leggi dello Stato ( perchè i condoni passati chiamati in causa sono, che piaccia o meno, leggi dello Stato )? Da quando il M5s è voltarsi dall’altra parte e non affrontare i problemi, soprattutto quelli spinosi, rognosi e complicati a cui nessuno ha mai voluto mettere mano per non farsi terra bruciata intorno?”

    “Chi ieri si è astenuto in quella Commissione su questa cosa o, peggio, ha votato con i partiti che hanno disintegrato questo Paese mandando, di fatto, sotto la maggioranza a cui appartiene e il governo a cui ha votato la fiducia non è una “persona libera” ma un soggetto inadeguato ed incapace di comprendere pienamente la delicatezza del proprio ruolo e la responsabilità che ne deriva oppure un guastatore in palese malafede pronto a colpire e a pugnalare chi gli ha accordato la propria fiducia ed un mandato chiaro. In ogni caso abbiamo a che fare con individui che dovrebbero stare lontani anni luce dalle istituzioni. E da una comunità, il M5s, dove la prepotenza dell’io è vissuta ( e trattata ) per quello che è ovvero un disvalore da eliminare senza se e senza ma.”   Nadia Riola

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    Una giornalista contro i colleghi “…hanno dato delle puttane! Hanno fatto bene !”

    (….) “Mi sono fatta il culo per cinque anni lavorando per un giornale passando più tempo per strada tra cronaca nera e giornalismo di inchiesta che con la mia famiglia. Ho curato un intero festival letterario, ho scritto di economia, ho intervistato tre ministri, ho avuto l’ esclusiva su un caso passato nei media nazionali.”

    “Ho rotto le palle alle redazioni per poter scrivere quello che non avrebbe avuto il coraggio di scrivere nessuno. Ho ricevuto minacce, minacce di querela assolutamente infondate per fatti veri e quello stesso giornale, anzi un giornalista candidato alle recenti elezioni che ha collezionato tanti voti quante le galline del pollaio di mio padre, mi ha detto di cercarmi un avvocato.”

    “Ho raccontato storie che ho avuto in esclusiva solo perchè ero io, ritornando sui passi di altri “colleghi”passati prima di me che avevano fallito, tornati in redazioni a mani vuote. “

    “E a questi giornalisti che ho combattuto perché erano loro il primo ostacolo all’ informazione sacra, obiettiva e puntuale e che oggi esibiscono il loro tesserino come un lasciapassare per le peggiori porcherie, hanno dato delle puttane? Ebbè, hanno fatto bene!”  Grazie a N. Brandalise – giornalista Trento

    Cominciano a venire fuori i veri giornalisti, quelli che intendiamo noi veri giornalisti, che si occupano di raccontare storie vere anche scomode ,ma senza distorcere la realtà dei fatti. Purtoppo in tv e nelle varie testate  siamo abituati a vedere le stesse facce dei vari “giornalisti saccenti” che,  torniamo a ripetere ,sono soltanto servitori di un sistema che hanno voltato le spalle ai cittadini/lettori .

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    Sgarbi l’ha combinata davvero grossa !

    Vittorio Sgarbi questa volta sembra l’abbia combinata davvero grossa .Vittorio Sgarbi traballa, ma la politica questa volta non c’ entra nulla. L’ alcol invece sì. Il sindaco di Sutri giovedì scorso si è concesso una serata mondana sopra le righe, ”una notte da leone” che è terminata però sul pavimento di un autogrill.

    Al Palazzo Brancaccio di Roma è andato in scena il galà dell’ associazione Giusta Causa, un centro studi che offre assistenza e tutela alle vittime di malasanità. Tanti i vip e vippini presenti alla cena/evento, tra cui il critico d’arte. I flash e i selfie non sono mancati, così come i brindisi.

    Un po’ troppi quelli fatti da Sgarbi che sembra reggere meglio gli equilibri di maggioranza che i bicchieri di vino. Eloquente uno scatto pubblicato su Instagram da una sua collaboratrice.

    Dopo il party romano, l’ onorevole è ripartito in auto con i suoi assistenti in direzione Viterbo. Verso le 3 del mattino la sosta in autogrill che si è trasformata in uno show. In un video girato da uno smartphone si vede infatti il sindaco, ubriaco, riverso sul pavimento del locale mentre la sua collaboratrice, anche lei finita a terra, tenta di rimetterlo in piedi.

    La mattina dopo, a Tarquinia, Sgarbi ha partecipato ai funerali di Omero Bordo. Alle 14.30, invece, era in programma a Sutri il consiglio comunale. L’ assemblea è stata annullata dallo stesso primo cittadino, un’ ora prima dell’ inizio, ufficialmente per la necessità di ”ulteriori approfondimenti su alcune questioni che riguardano la città”. FONTE

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    Attentato ad un vero giornalista

    Gravissimo fatto accaduto ad un vero giornalista, un giornalista che rischia ogni giorno per l’attività che svolge. Sarebbe un gesto solidale da parte dei colleghi ,organizzare un flash mob a sostegno del giornalista e contro questi gravissimi  fatti . Invece di protestare per le offese ricevute dai 5 Stelle. L’inviato di #Report Federico Ruffo è stato vittima la scorsa notte di un tentato attentato incendiario nella sua abitazione di Ostia.

    Il nostro collega, autore dell’inchiesta sulla morte di un collaboratore della Juventus coinvolto nel bagarinaggio e sui rapporti tra ‘ndrangheta, ultras e alcuni dirigenti della società bianconera, è stato sorpreso intorno alle 4 del mattino da ignoti che hanno cosparso di benzina prima l‘ingresso dello stabile in cui vive insieme alla famiglia, poi il pianerottolo e la porta d’ingresso del suo appartamento, con l’apparente intento di darlo alle fiamme.

    Gli attentatori poi sono fuggiti disturbati dal cane, ma prima hanno disegnato con la vernice spray rossa una croce sul muro del pianerottolo.I carabinieri della Compagnia di Ostia, che indagano sull’accaduto, dopo i rilievi del caso, hanno acquisito anche il materiale relativo ai ripetuti attacchi e alle minacce di morte di cui Federico Ruffo e il conduttore del programma Sigfrido Ranucci sono stati vittime attraverso i social network, sia prima che dopo la messa in onda dell’inchiesta “Una signora alleanza”.

    Nelle passate settimane, inoltre, Ruffo era stato oggetto anche di episodi spiacevoli, costretto ad allontanarsi da alcuni locali pubblici a seguito di comportamenti sgradevoli a lui rivolti da alcuni sedicenti tifosi juventini.

    Nel ribadire la nostra vicinanza a Federico e alla sua famiglia, riteniamo indispensabile mantenere alta l’attenzione attorno al problema della sicurezza di giornalisti e giornaliste che, lottando in prima linea per l’informazione, sono vittime di un clima di crescente violenza e insofferenza. Attorno a questi colleghi e a eventi così gravi è indispensabile che la categoria intera faccia quadrato. FONTE

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    Incontro con il Ministro Toninelli

    Si sono recati al Ministero dei Trasporti per incontrare Toninelli,il promotore dell’iniziativa e i responsabili .A far sapere dell’incontro con relative foto è lo stesso Toninelli, ecco cosa dice:” Dopo il lutto, la devastazione e spesso anche lo sradicamento, le popolazioni colpite dai ripetuti terremoti del Centro Italia non possono e non devono subire anche l’indifferenza e l’oblio da parte delle istituzioni. Non è tollerabile.”

    “Ecco perché oggi ho accolto con grande gioia qui al Mit l’avvocato Luca Miniero, promotore dell’iniziativa, e i responsabili di Change.org per prendere in consegna le oltre 63mila firme in calce alla petizione che chiede trasparenza nell’utilizzo delle risorse post-sisma in favore delle località del cratere del Centro Italia.”

    “La pubblicità, il controllo democratico, la legalità e la lotta alla corruzione sono una stella polare del mio operato. Non per niente abbiamo da tempo intavolato una sinergia con l’Autorità anticorruzione rispetto alle azioni poste in essere dal mio ministero. E, per fare un altro esempio, anche il commissario di governo per la ricostruzione del ponte a Genova, il sindaco della città Marco Bucci, dovrà rendicontare sul web tutti i flussi di danaro connessi al suo importante compito.”

    “Proprio la trasparenza deve diventare sempre più un elemento chiave in tutti i processi di gestione delle emergenze e di ricostruzione.”

    “Ciò perché i fondi devono essere effettivamente spesi per le esigenze primarie – abitative, sociali e infrastrutturali – delle aree colpite dalle calamità.Conto di andare presto a visitare quelle aree e quelle popolazioni, in modo da dare un sostegno alla loro tenacia, alle loro speranze, alla voglia di ricominciare, al loro desiderio, dopotutto, di normalità.”

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    Leggete la straordinaria cosa che ha deciso di fare il M5s !

    La notizia è venuta fuori da qualche giorno, ma soltanto da poco si è appresa la straordinaria iniziativa. A dirlo è stato direttamente il ministro del Lavoro  e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio sulla sua pagina. Saranno i parlamentari e i consiglieri del Movimento 5 Stelle a pagare il viaggio agli studenti .

    Luigi Di Maio: “Oggi ho letto questa notizia che mi ha colpito molto. Abbiamo le menti migliori del mondo e poi ci mancano i soldi per far sviluppare le loro idee. I tre diciassettenni di Napoli in foto sono Luigi Picarella, Davide Di Pierro e Mauro D’Alò e hanno sbaragliato la concorrenza di oltre 300 scuole nel mondo in una gara di robotica.”

     

    “Sarebbero dovuti partire per Boston per la finalissima, ma l’Istituto non aveva i soldi per sostenere il loro viaggio. E’ chiaro che dobbiamo dare più soldi alla scuola, all’istruzione, alla ricerca e cercheremo di fare il possibile per mettere maggiori finanziamenti nella manovra. Ma intanto è fondamentale dare un’opportunità a questi tre ragazzi che sono pronti a spaccare il mondo.”

    “Così, d’accordo con tutti i parlamentari e i consiglieri regionali campani, abbiamo deciso di raccogliere la somma che serve per dare a questi tre ragazzi geniali la possibilità di realizzare il loro sogno.”

     

    “Abbiamo parlato con la Preside della scuola e siamo d’accordo nel portare avanti questa iniziativa. Lunedì incontreremo Luigi, Davide e Mauro per fargli i complimenti, dirgli che si meritano di andare alla finalissima e che i soldi per farlo li abbiamo trovati. Meritocrazia, investimenti e sviluppo. L’Italia riparte da qui!”

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    Il giornalista e il direttore Calabresi condannati a risarcire…del M5S “Aiutateci a ristabilire la verità.Diffondete”

    La Stampa di De Benedetti il 21 luglio del 2015 pubblicò un articolo dal titolo “La zarina del M5S choc sui migranti: ‘Diamo sfogo a rabbia e paura’” a firma di Jacopo Iacoboni. Il giornalista è l’autore della famosa bufala su Beatrice Di Maio, che, a suo dire, sarebbe stata la chiave della fantomatica propaganda “grillina” su Twitter. In realtà Beatrice Di Maio era lo pseudonimo della moglie di Brunetta.

    Nell’articolo di Iacoboni, Silvia Virgulti, che era all’epoca ed è tuttora una dei componenti dello staff di comunicazione del gruppo parlamentare del MoVimento 5 Stelle, veniva falsamente accusata di cinismo, di aver millantato titoli di studio “di cui non si ha traccia” e, più in generale, di prendere decisioni politiche e di aver favorito le nomine di alcuni suoi amici all’interno del MoVimento stesso. L’articolo aveva l’obiettivo di colpire il MoVimento 5 Stelle con un sapiente mix di illazioni e falsità, e con un uso distorto della stampa, che dovrebbe, invece, essere il cane da guardia della democrazia. Purtroppo questo è solo uno dei molteplici esempi di attacchi al MoVimento, basta pensare al trattamento a cui è stata sottoposta Virginia Raggi negli ultimi due anni fino al momento della sua assoluzione.

    Quando facciamo queste denunce e critichiamo il comportamento di tanti giornalisti nei confronti del MoVimento 5 Stelle, veniamo tacciati di essere contro la libertà di informazione. Non è così, siamo contro le falsità che screditano le persone! Di questa battaglia Silvia si è fatta carico, sostenendo i costi e lo stress di un procedimento contro l’editore e il direttore responsabile della Stampa che allora era Mario Calabresi – oggi direttore di Repubblica, l’altro giornale di De Benedetti – insieme a Iacoboni. Il tempo le ha dato ragione: dopo 3 anni, La Stampa e Iacoboni sono stati giudicati colpevoli di avere diffamato Silvia, alla quale sono stati condannati a risarcire i danni (purtroppo solo in parte ristorabili, dato che nel frattempo l’articolo diffamatorio, presente anche on-line, è stato ampiamente consultato, ripubblicato e ripreso) e a rifonderle le spese legali che ha dovuto sostenere.

    Naturalmente alla condanna non è stato dato da Iacoboni né da La Stampa lo stesso rilievo dell’articolo in questione. Da Iacoboni e da Calabresi, solitamente molto attivi sui social, neppure un tweettino di scuse. Silenzio totale. Le scuse non erano certo dovute ai sensi della condanna, ma forse erano dovute ai sensi dell’educazione e del rispetto umano. Iacoboni continua a scrivere e il suo giornale continua a riempire pagine invocando la libertà di stampa. La verità è che hanno scritto cose false per screditare una persona e il MoVimento 5 Stelle. Questo gli è costato una condanna e un risarcimento, ma non sono riusciti a pronunciare pubblicamente la parola “scusa”.

    Ci sono altre cause contro le diffamazioni dei giornali portate avanti da portavoce del MoVimento 5 Stelle. Per arrivare alla verità giudiziaria ci vogliono anni. Per Silvia ce ne sono voluti tre. Ma prima o poi tutti i nodi verranno al pettine e chi ha sbagliato pagherà. Per le scuse e per dare rilievo alle notizie che smentiscono le loro falsità invece bisognerà attendere molto di più. Intanto potete aiutarci a ristabilire la verità: diffondete al massimo questo post! FONTE

     

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    Shock in studio, il giornalista inscena una pagliacciata in diretta

    “Puttane e pennivendoli”, “Sciacalli infami”: le dichiarazioni del ministro Di Maio e di Alessandro Di Battista, dopo l’assoluzione di Virginia Raggi, contro i giornalisti hanno suscitato una serie di reazioni. Alla lista si è aggiunto anche Paolo Liguori, direttore di Tgcom24, che ha deciso di presentarsi in onda con al collo un boa di struzzo colorato in segno di protesta. Durante la sua rubrica quotidiana si è dunque proposto al pubblico in versione “prostituta” contro le dichiarazioni dei pentastellati.

    “Scusate l’abbigliamento, mi sono adeguato al pensiero di Di Maio e Di Battista e mi sono vestito secondo quello che veniva inteso il mestiere di prostituta all’epoca mia, quando avevo vent’anni”, ha dichiarato con tono provocatorio. “Mi vestirò sempre così, tranne quando intervisterò persone serie”, ha aggiunto Liguori quasi a voler assicurare questo look per le ospitate degli esponenti grillini.

    “Sono convinti che i giornalisti siano prostituti e che inventino motivi di divisione tra loro e la realtà, tra loro e la Lega, i loro alleati. Loro sono persone serissime, si scambiano baci e abbracci in pubblico, ma si accoltellano in privato…”, ha concluso Liguori. L’immagine in poco tempo ha iniziato a circolare sui social. Poche ore prima Lucia Annunziata era tornata sull’argomento nel corso di un’intervista al Ministro della Giustizia, in quota M5S, Alfonso Bonafede.

    “Io come giornalista sarei definita da lei più una pennivendola o una puttana?”, aveva chiesto la giornalista a In Mezz’ora. “Ciascuno ha lo stile con cui esprime il suo pensiero, io ho il mio stile. I giornalisti fanno il pelo e contropelo al Movimento Cinque Stelle e mi va benissimo, invece fanno solo carezze agli altri o fanno finta di non vedere i gravi problemi dentro le altre forze politiche”. FONTE

    Non serviva la pagliacciata del travestimento, bastava continuare sulla linea sempre seguita,non faceva differenza. Ci rendiamo conto di quanta strumentalizzazione anche su quella frase ? Anche questa vicenda evidenzia i VERI GIORNALISTI dai “quaquaraqua”. I veri giornalisti sono quelli al di sopra delle parti,coloro che raccontano la verità dei fatti ,non si accaniscono contro una forza politica, perchè quella forza politica vuole tagliare i fondi all’editoria, perchè quella forza politica vuole anche tutelare i giornalisti sia con salari decenti, sia con leggi che li tutelano dalle querele. Il M5S vuole la libertà di stampa LIBERA ED EQUA.

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    Liberi e Uguali “non esiste più (?) “

    Sabato scorso il coordinamento di Articolo 1 – MDP, il partito formato dai dirigenti usciti dal PD all’inizio del 2017, ha annunciato la sua fuoriuscita da Liberi e Uguali, la lista-coalizione messa in piedi prima delle ultime elezioni politiche.

    «Vogliamo rimetterci in discussione in un campo nuovo», scrivono i coordinatori del partito guidati dal segretario Roberto Speranza: «Vogliamo costruire una nuova forza della sinistra italiana e, allo stesso tempo, offrire il nostro contributo per riorganizzare, in modo plurale, il campo dell’alternativa alla destra in Italia e in Europa».

    La decisione, presa a meno di un anno dalla fondazione di Liberi e Uguali, dopo sconfitte elettorali e molti abbandoni e defezioni, segna la fine dell’ennesimo progetto attorno al quale la sinistra italiana ha provato a riunirsi; oppure, sostengono altri, l’inevitabile fine di un cartello elettorale che non ha mai avuto la forma di un partito e voleva soltanto provare a portare i partiti che ne facevano parte oltre la soglia di sbarramento.

    La causa ultima del fallimento di questo progetto è stato lo scontro e poi la separazione delle sue due componenti principali: i fuoriusciti del PD, come Pierluigi Bersani e il segretario di Articolo 1-MDP Roberto Speranza, e il partito Sinistra Italiana, il gruppo che discende da SEL di Nichi Vendola e che oggi è guidato da Nicola Fratoianni. I primi vorrebbero riavvicinarsi – se non proprio rientrare – al Partito Democratico, soprattutto se il prossimo congresso dovesse essere vinto da Nicola Zingaretti (presidente del Lazio e politicamente vicino a molti dei fuoriusciti di Articolo 1-MDP).

    In altre parole, come ha riassunto il giornalista parlamentare Ettore Maria Colombo sul suo blog: «Il nucleo duro dei bersaniani vuole riconnettersi – sentimentalmente e politicamente – con un PD che torna a rimettere la barra a sinistra mentre non vuole saperne proprio di finire in una ridotta della sinistra radicale». FONTE

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    “Il documento segreto che ci nascondono”

    “Il documento segreto che la commissione europea non vuole farvi vedere! Dov’ è la trasparenza? Dov’ è il controllo democratico? Ma soprattutto, cosa nasconde la Commissione europea?” Lo ha rivelato l’ europarlamentare del M5S, Tiziana Beghin, in un video visibile sulla sua pagina Facebook.

    Nel video, la Beghin  afferma: “La commissione europea ha un documento segreto che proprio non vuole farci vedere. Si tratta di un’ analisi fatta dal suo servizio legale che tratta della clausola ICS. Quella clausola presente nei trattati come CETA E TTIP, che crea un tribunale speciale dove le corporation possono fare causa agli stati”

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    Di Maio e Di Battista querelati !

    “Faccio questo lavoro da decenni anche rischiando molto ma sempre per informare. Quindi ho deciso di querelare Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista per le frasi offensive nei confronti dei giornalisti che ancora credono e fanno questo lavoro”.Dichiarazioni del cronista palermitano F. Viviano.Ex firma di Repubblica, oggi sembra sia in pensione.

    Viviano ha infatti querelato per diffamazione il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio e l’ex parlamentare Alessandro Di Battista per le loro dichiarazioni nei confronti dei giornalisti, in seguito all’ assoluzione di Virginia Raggi.“E domani promuoveremo una querela civile, una class action contro chi denigra e offende tutti i giornalisti onesti”.

    Il cronista, fa riferimento a quanto scritto da Di Maio sulla sua pagina Facebook : “Il peggio in questa vicenda lo hanno dato la stragrande maggioranza di quelli che si autodefiniscono ancora giornalisti, ma che sono solo degli infimi sciacalli, che ogni giorno per due anni, con le loro ridicole insinuazioni, hanno provato a convincere il Movimento a scaricare la Raggi.”

    “La vera piaga di questo Paese è la stragrande maggioranza dei media corrotti intellettualmente e moralmente. Gli stessi che ci stanno facendo la guerra al Governo provando a farlo cadere con un metodo ben preciso: esaltare la Lega e massacrare il Movimento sempre e comunque. Presto faremo una legge sugli editori puri, per ora buon Malox a tutti!”.

    Mentre Alessandro Di Battista, sempre su Facebook, ha scritto: “Giornalisti pennivendoli-puttane”. “Oggi la verità giudiziaria ha dimostrato solo una cosa: che le uniche puttane qui sono proprio loro, questi pennivendoli che non si prostituiscono neppure per necessità, ma solo per viltà. I colpevoli sono quei pennivendoli che da più di due anni le hanno lanciato addosso tonnellate di fango con una violenza inaudita. Sono pennivendoli, soltanto pennivendoli, i giornalisti sono altra cosa”.

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    Per il Ministro “ultimatum, piano o commissario”

    Il Ministro ha deciso di porre fine all’infinita storia e tira e molla con la Regione. Anche perchè il ministro potrebbe inviare un commissario ,ed allora lì si che comincerebbero i seri guai per il governatore.Ultimatum,  il ministro Sergio Costa, ha incontrato il governatore del Lazio, il dem Nicola Zingaretti. La Regione deve approvare, il prima possibile, il piano rifiuti, con tanto di impianti per traghettare Roma fuori dall’emergenza. L’alternativa, sgradita alla Pisana, è l’arrivo di un commissario che gestisca il dossier spazzatura, per chiudere il ciclo dei rifiuti, ciclo fragile e scombinato dopo lo smantellamento della mega discarica di Malagrotta, ormai cinque anni fa.

    Nonostante la Capitale da allora non possa più servirsi di questa gigantesca cloaca, il piano dei rifiuti non è mai stato aggiornato. L’impasse è figlia del rimpallo di responsabilità tra Comune e Regione. Nessuno, in sostanza, vuole prendersi la briga di indicare le nuove discariche e gli inceneritori di cui Roma ha bisogno. Scelta scomoda, che di certo scontenterebbe chi abita vicino ai nuovi impianti, ma necessaria per evitare che al primo, prevedibile intoppo, il sistema di smaltimento dell’immondizia vada in sofferenza, lasciando per giorni i maleodoranti sacchetti di pattume in strada.

    Costa oggi è pronto a sconfessare quanto aveva messo nero su bianco il capo della Direzione Rifiuti del suo ministero, Mariano Grillo, che continua a essere in bilico come coordinatore del pool di tecnici che gestisce l’emergenza di Roma. Grillo aveva scritto in un documento, svelato a inizio mese dal Messaggero, che era la Città metropolitana, quindi Virginia Raggi, a dover fare la prima mossa, votando un atto politico con le zone «idonee» ai nuovi impianti. Una tesi che i pentastellati romani avevano sempre rigettato, sostenendo che la scelta spettasse unicamente alla Regione.

    Quell’incidente sembrava aver raffreddato il rapporto tra il ministro di nomina grillina e la sindaca di Roma. Ma il vertice della settimana scorsa tra i due ha rinnovato la sintonia. E così oggi Costa è convinto che la Regione possa e debba votare il suo piano, in autonomia. Quello che sostengono da mesi in Campidoglio, ricordando una sentenza del Tar dell’aprile scorso, che ha chiesto alla Pisana di «individuare una rete adeguata di impianti in ambito regionale», anche utilizzando «poteri sostitutivi» nel caso in cui i comuni siano inadempienti.

    Se la Regione non si muoverà a stretto giro di posta, resta in campo l’extrema ratio del commissario. Costa vuole un’accelerazione. La prossima settimana si riunirà per la prima volta la Cabina di regia, guidata dal ministro in persona. Attorno al tavolo ci saranno Raggi e Zingaretti, oltre al prefetto di Roma, Paola Basilone. Per uscire dal pantano dei veti incrociati serve un intervento, più che tecnico, politico. E il gioco di sponda tra governo e Campidoglio potrebbe risultare decisivo. FONTE

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