Clamorose rivelazioni su Matteo Renzi

Ha risposto al gip ma per respingere le accuse. E sottolineare che lui era responsabile nazionale per la Legalità di Confindustria, che doveva tener lontane le infiltrazioni mafiose dalle imprese e che doveva per forza avere rapporti istituzionali con le forze di polizia. È durato diverse ore l’interrogatorio di Antonello Montante, l’ex paladino dell’antimafia arrestato ieri dalla procura di Caltanissetta con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione.

Per l’accusa Montante aveva un sistema di spionaggio per difendersi dagli avversari politici e dentro l’associazione industriali e per carpire notizie sull’inchiesta per concorso in associazione mafiosa che la procura aveva aperto nel 2014 su di lui. Ma l’ex uomo forte della politica economica siciliana, si scopre dalle carte dell’inchiesta, aveva anche una talpa in commissione Antimafia che gli avrebbe riferito il contenuto dell’audizione, secretata, dell’imprenditore Marco Venturi, l’ex amico poi diventato il suo più grande accusatore.

Montante, in una intercettazione ambientale mentre lascia l’abitazione dell’ex governatore Rosario Crocetta assieme a Linda Vancheri, all’epoca assessore regionale alle Attività produttive e a lui molto vicina, a sostenere di sapere cosa abbia detto Venturi all’Antimafia. “Tutte le mie domande ha fatto”, dice Montante a Vancheri, facendo intendere che poteva contare addirittura su qualcuno all’interno della commissione di palazzo San Macuto.

L’ordinanza del gip è allegata anche una intercettazione in cui l’ex numero uno di Sicindustria contesta il comportamento dell’allora governatore Crocetta che aveva azzerato l’ufficio stampa della Regione, mandando a casa 22 giornalisti. “È un cretino… un coglione di dimensioni cosmiche… è proprio un pazzo”, dice Montante, parlando mentre è in auto con Mariella Lo Bello, assessore nel governo regionale, e con Mariagrazia Brandara, che prenderà il posto di Alfonso Cicero (prima suo sodale e poi diventato il suo grande accusatore) alla guida dell’Irsap, l’istituto di gestione di tutte le aree industriali in Sicilia.

“È pazzesco – aggiunge Montante – un governo si mantiene con la comunicazione“. “Renzi – continua Montante – risolve indirettamente… pirchì Renzi duna i soldi ai suo… a… ai giornali”. Sostenendo che li dà attraverso “l’Eni, con le Poste, con Finmeccanica, con l’Enel… perché… sono le sue società… ci fa dare sponsorizzazioni”. Poi dice cosa farebbe lui al posto di Crocetta: “Subitu subitu… chiamassi a società a Milano… facci la sponsorizzazione…. È la norma come fanno gli americani… tutti no? Vacci, dunici due milioni e quattrocentomila euro all’anno e non rompono i coglioni… capisti? Di pubblicità no di attività”. Ma per Montante, Crocetta “non ci arriva… non c’è”. Fonte:www.ilfattoquotidiano.it

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Lettera al Financial Times