Il pressing di Berlusconi su Salvini affinchè “rinunci al governo con Di Maio”

Altro che ombra. Altro che sospetti. La figura di Silvio Berlusconinon è solo proiettata sulle trattative per il contratto di governo alle quali partecipano Movimento Cinque Stelle e Lega. E’ più di un convitato di pietra: è un punto di riferimento. Tanto che ieri, dopo giorni e notti di tavoli di lavoro e prima delle consultazioni al Quirinale che a sentire gli esponenti grillini e leghisti parevano quasi decisive, Matteo Salvini è andato ad Arcore per un faccia a faccia nel quale il leader del Carroccio ha raccontato come sta andando il confronto con il M5s e ha ricevuto consigli e raccomandazioni.

Lo raccontano Corriere e Repubblica: la smentita non è ufficiale, passa da “ambienti del centrodestra” che per altro precisano che Salvini e Berlusconi “non hanno però mai smesso di avere contatti”. E d’altra parte non c’è niente da nascondere: è stato lo stesso Salvini ieri, all’uscita dal colloquio con Mattarella, a “ringraziare Berlusconi e Meloni che non hanno spaccato il centrodestra”.

Un confronto “mai interrotto” che potrebbe spiegare molte cose, a partire dal pessimismo espresso da Salvini dopo aver parlato con Mattarella . Un pessimismo legato in realtà alla volontà di alzare l’asticella: Salvini si sente più forte nella partita con Luigi Di Maio, perché si volta e ha ancora una coalizione che lo lancia da leader verso il 40 per cento e oltre.

Secondo Corriere e Repubblica, dunque, nell’incontro Salvini ha informato Berlusconi sulla situazione della trattativa, sulle distanze che restano e forse si estendono. Viceversa il presidente di Forza Italia ha raccomandato cautela all’alleato diventato leader, scrive il Corriere, perché una cosa sono i punti in un documento, un’altra le storie dei due movimenti, gli elettori e l’azione quotidiana di governo. Il leader del Carroccio, secondo Repubblica, rilancia dicendo che se continua così lui non ha difficoltà a tornare al voto.

Se il patto con Di Maio che sembrava così in salute per giorni e giorni davvero si dovesse rompere, non dovrebbe far altro che fare quello che ha fatto per tutta la vita: una campagna elettorale, fino a settembre, probabilmente, magari contro quel “governo neutrale” che rispetterebbe tutte le regole, europee e non, su conti pubblici, migranti, standard internazionali.  Fonte:www.ilfattoquotidiano.it

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