Ora è tutto chiaro del perchè il renziano Marcucci “odia tanto” Di Maio

«Quel giorno – svelò Renzi presentando il libro – chiamo Letta e insieme mangiamo un panino nell’ufficio di un senatore amico in via Veneto, senza che nessuno ne sapesse niente. Abbiamo parlato un’oretta e ci siamo detti che chi avesse ricevuto l’incarico avrebbe avuto il sostegno dell’altro». Il “senatore amico” è Andrea Marcucci, diventato nel frattempo capogruppo del Pd a Palazzo Madama, mentre l’ufficio in cui Renzi ha incontrato Maria Elena Boschi, Luca Lotti, Francesco Bonifazi, Graziano Delrio e lo stesso Marcucci non è nella strada felliniana ma in realtà nelle vicinanze. È la sede di una delle società della famiglia Marcucci, imprenditori toscani attivi nel settore farmaceutico, in quello turistico e in quello televisivo.

Classe 1965, di Barga (Lucca), un primo mandato da deputato nel 1992 con il Pli di Renato Altissimo, spinto anche da una campagna elettorale da mezzo miliardo di lire (subentrò al ministro liberale della Sanità Francesco De Lorenzo eletto anche in Campania), in passato presidente della Lega hockey e appassionato di rally, dopo una parentesi imprenditoriale torna alla politica con la Margherita . Comincia il sodalizio con il giovane presidente della provincia fiorentina: Matteo Renzi.

Nel 2006 non entra in Parlamento ma diventa sottosegretario al ministero dei Beni culturali nel governo Prodi con Francesco Rutelli. Nel 2008 è al Senato con il Pd. Marcucci è un sostenitore della prima ora del “rottamatore”: nel 2012 i primi circoli toscani a sostegno della candidatura di Renzi alle primarie del centrosinistra nascono proprio in provincia di Lucca. Rieletto nel 2013 (stavolta per la “propaganda elettorale” dichiara appena 19.841,55 euro), nella scorsa legislatura Marcucci è stato presidente della commissione Cultura del Senato e sicuro punto di riferimento a Palazzo Madama per Renzi fino alla scalata a Palazzo Chigi. «Mi sento a tutto tondo un parlamentare di Lucca» ha dichiarato in passato: il 4 marzo nel collegio uninominale della città è stato però sconfitto dal candidato di centrodestra Massimiliano Mallegni. Marcucci è arrivato terzo con 26% dei consensi. È stato ripescato nel collegio plurinominale, come previsto dalla legge elettorale voluta dal Pd.

Oltre a sedere in Parlamento con un importante incarico, il capo dei senatori democratici ha “poltrone” (sette solo in Italia) in società riconducibili alla galassia familiare. È consigliere delegato di Sestant investimenti srl e di Sestant internazionale spa, le due holding finanziarie a presidio degli asset di famiglia in Italia e all’estero. Tra questi c’è il controllo del colosso Kedrion spa , di cui Marcucci è consigliere ai conti e prima ancora dirigente. «Ho avuto una bellissima esperienza aziendale – ha raccontato – che mi ha visto ricoprire il ruolo di amministratore delegato della nostra azienda farmaceutica di famiglia fino al 2006, per circa dieci anni» . Si tratta di un azienda fondata nel 2001 e specializzata in produzione e distribuizione di prodotti medicinali derivati da plasma umano è stato consigliere. L’amministratore delegato è oggi Paolo Marcucci (1963), fratello maggiore di Andrea: la società ha 2.317 dipendenti (poco meno della metà in Italia), un fatturato da 659 milioni e utili per 11,75 milioni (bilancio 2016).

I Marcucci sono infatti attivi da anni nel settore degli emo-derivati e dei vaccini. Il padre Guelfo acquisì Sclavo (Siena) da Enimont nel 1990 per cento miliardi di lire e ancor prima rilevò Aima Plasmaderivati (Rieti) e Farma Biagini (Pisa). Dalla ristrutturazione del settore farmaceutico del gruppo Marcucci nasce Kedrion. Il patriarca rimase coinvolto nelle vicende giudiziarie legate allo scandalo del sangue infetto, quando a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 migliaia di persone furono infettate con il virus di Hiv ed epatite C tramite la trasfusione di sangue ed emoderivati non controllati. Due i filoni di inchiesta per epidemia colposa: come ha ricostruito L’Espresso uno a Napoli è stato archiviato nel 2008 perché finito in prescrizione, l’altro a Trento si è concluso con il proscioglimento per Guelfo Marcucci e il secondogenito Paolo (1963).La sorella maggiore di Andrea, Maria Lina Marcucci (1954), è presidente del Robert F. Kennedy Foundation of Europe, fondazione no profit che si occupa di diritti umani, nel cui cda siede Kerry Kennedy, figlia del senatore americano ucciso nel 1968.  FONTE

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